Big Data: la sfida del futuro

L’Intel Developer Forum si rivela sempre un’interessante fonte di informazioni, non solo legate all’azienda, ai suoi prodotti e progetti, ma più in generale hai trend tecnologici attuali e quelli futuri che vedremo prendere piede da qui a cinque o addirittura dieci anni. Molte delle sessioni di approfondimento e alcune roundtable alle quali ho avuto modo di partecipare hanno riguardato i temi caldi dell’IoT (Internet of Things) e delle autovetture a guida autonoma. Questi due settori stanno attirando migliaia di sviluppatori e di aziende che non vogliono perdere il treno di quello che potrebbe essere il business più grande dei prossimi anni. Lasciamo da parte quelli che saranno i prodotti finali e concentriamoci su quelle che sono le sfide da affrontare e le esigenze da soddisfare per arrivare al risultato, perché qui si nascondono in parte le motivazioni del cambio di strategia seguito da Intel che punta a diventare l’azienda protagonista che fa funzionare il cloud e che connette i dispositivi smart e in grado di aprire le frontiere per nuove esperienze attraverso le nuove tecnologie.

Il grande e vero business del momento e dei prossimi anni non riguarda tanto i dispositivi IoT o le automobili, bensì la costruzione e la gestione dell’infrastruttura che permetterà  un domani di creare la rete alla quale si collegheranno i dispositivi smart e IoT, sulla quale si muoveranno i dati – tantissimi dati, ma ci arriviamo tra poco – e che permetterà  di archiviare ed elaborare una mole impressionante di informazioni. Per avere una misura della quantità  di informazioni di cui parliamo ecco qualche dato: nel 2020 si prevede che un utente medio muoverà  circa 1,5 Gbyte di dati al giorno sulla rete Internet (tenete conto che al Q1 2016 sono circa 2,7 miliardi gli utilizzatori di smartphone al mondo); un ospedale dotato di tecnologie smart produrrà  un movimento dati pari a circa 3 Tbyte di dati al giorno, mentre ogni singola autovettura autonoma movimenterà  circa 4 Tbyte di dati al giorno (da sola più di un intero ospedale).

In prospettiva se pensiamo a un mondo in cui tutte le auto saranno a guida autonoma e che le auto circolanti sono approssimativamente 1,5 miliardi, si ottiene una cifra astronomica. A salire troviamo ad esempio gli aeroplani con circa 40 Tbyte di dati generati in un giorno e, per finire la nostra carrellata, un impianto industriale di tipo smart produrrà  circa 1.000 Tbyte di dati nell’arco di una sola giornata lavorativa. Non sarà  necessario archiviare tutti questi dati in modo definitivo, ma queste cifre danno l’idea di quale sarà  la vera sfida del futuro, ovvero costruire un’infrastruttura informatica diffusa, capillare ed estremamente veloce.

Michele Braga

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