Car sharing

 

Il car sharing migliora la qualità  della vita. Non è uno slogan pubblicitario, ma la conclusione di uno studio della prestigiosa University of California di Berkeley, che ha evidenziato come il car sharing influenzi positivamente la qualità  della vita nelle città . I ricercatori di un dipartimento dell’università  (l’ITS o Institute of Transportation Studies) hanno seguito per 3 anni il comportamento degli utenti di car sharing in 5 città  del Nord America, analizzandone l’impatto sulle loro scelte e sull’ambiente. Il servizio preso come campione è stato car2go, leader mondiale e primo car sharing ad aver introdotto il concetto di free floating.

di Eugenio Moschini

ICON_EDICOLAIl principale vantaggio di una vettura in car sharing è quello di sostituire tot auto private (nelle città  prese in esame dalla University of California questo numero varia da 7 a 11) e questo impatta su più livelli. Meno auto private e più vetture in car sharing implica infatti la riduzione del numero complessivo di veicoli, con una relativa riduzione del traffico e un aumento dei parcheggi liberi. Grazie al servizio svolto dal car sharing una buona percentuale di utenti (dal 7 al 10%) ha anche dichiarato di aver rinunciato all’acquisto della seconda automobile, mentre una nicchia (pari al 2 – 5%) ha addirittura venduto un’auto. In più, grazie all’ottimizzazione dei km percorsi e grazie al fatto che di solito le vetture in car sharing rispettano le più severe normative antinquinamento, si è notata una significativa riduzione dell’inquinamento: fino al 18% in meno di emissioni di gas serra.Anche se le cifre appena viste non si possono trasporre al nostro paese, i vantaggi sono esattamente gli stessi.
In Italia il car sharing è un’opzione sempre più utilizzata e i dati (in questo caso relativi al nostro mercato) lo dimostrano: il numero di utenti è in costante crescita, così come il numero di km percorsi e la media di minuti settimanali di utilizzo. Sul numero 309 di PC Professionale avevamo analizzato il car sharing, evidenziando le diverse tipologie e i servizi presenti nel nostro paese. A distanza di 9 mesi vale però la pena fare il punto sulle novità , sottolineando solo le differenze con quanto visto precedentemente. Se vi siete persi l’articolo precedente, a questo indirizzo trovate il pdf con l’articolo completo. (…)

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