Fotocamere Ultra-HD

 

Oggi è praticamente impossibile trovare una macchina fotografica digitale priva di funzionalità  video. Il successo di questi dispositivi ha contribuito a mettere ancora più in crisi il settore dei camcorder consumer e semiprofessionali, che ha già  ricevuto un duro colpo per via degli smartphone, che stanno continuamente crescendo in capacità  e qualità  per quanto riguarda lo scatto di foto e la registrazione di video. A ben guardare, anche i camcorder hanno guadagnato la capacità  di fare fotografie, ma praticamente nessuno si sogna di usare questi dispositivi per gli scatti. Il motivo? Si riduce tutto alla dimensione del sensore e alla qualità  visiva che è capace di produrre. Storicamente, infatti, la fotografia è sempre stata anni luce avanti al cinema per quanto riguarda la qualità  delle immagini, ecco perché una macchina fotografica dotata di un processore in grado di gestire i video (una bazzecola per i potenti chip odierni) è avvantaggiata rispetto a un camcorder consumer. 

 

di Nicola Martello e Eugenio Moschini

ICON_EDICOLANaturalmente c’è il rovescio della medaglia: la forma di una fotocamera non è pensata per le riprese video, dato che costringe a tenere le mani in una posizione poco comoda, che può indurre affaticamento poiché l’apparecchio va tenuto fermo per tempi molto più lunghi nel caso di video rispetto agli scatti (per risolvere il problema si ricorre a un rig, una struttura con maniglie di cui parliamo più avanti). Un altro punto debole delle macchine fotografiche è la sezione audio, drammaticamente sacrificata visto che la già  piccola capsula microfonica è spesso affogata nel corpo della macchina in posizioni poco adatte alla cattura di un sonoro di qualità . Tipico è il caso delle fotocamere con il microfono situato sopra il mirino e puntato verso l’alto. La colonna sonora comprenderà  così ogni rumore in una semisfera di 360°, decisamente non il massimo se si vuole catturare la voce del soggetto ripreso. Notiamo poi che il sensore più grosso delle fotocamere implica anche un obiettivo più grande e uno zoom dalla corsa più ridotta rispetto alle lenti montate sui camcorder. Per questi ultimi è normale avere uno zoom (solo ottico naturalmente) 20X o anche 30X, mentre solo poche macchine fotografiche hanno un obiettivo con questa escursione (la RX10 III di Sony che abbiamo provato dispone di un obiettivo 25X). Nel caso delle reflex le escursioni di focale sono molto limitate, 10X è già  molto, 5X è la norma.

La sezione elettronica di una fotocamera non ha ormai più nulla da invidiare a quella di un camcorder consumer, sia per le opzioni di cattura video (risoluzione, cadenza, codec, formato video) sia per i preset cromatici e per le funzioni di gestione dei clip. Questo perché al costruttore costa veramente poco infarcire l’apparecchio di strumenti software più o meno utili. A ben guardare i camcorder spesso dispongono in più di effetti speciali video (cornici, palloncini, fumetti animati e così via) che poche macchine fotografiche hanno, ma, diciamolo chiaramente, questi filtri vanno comunque evitati come la peste.

Le fotocamere con capacità  video avanzate si dividono in tre categorie, le reflex, le mirrorless e le compatte/bridge. Le prime sono il top come prestazioni (e costi), con le migliori che hanno un sensore full frame, grande quanto il fotogramma delle vecchie pellicole formato 135 (24 x 36 millimetri), e quindi capace di fornire ottime prestazioni, sia come fotografia sia come video.

Queste macchine si apprezzano per la possibilità  di cambiare lente, di fare riprese notturne con poca illuminazione e una grana molto contenuta, di ottenere clip con elevata gamma dinamica e poco compressi. Le mirrorless, nate come alternativa compatta alle reflex, stanno guadagnando sempre più interesse e consensi, dato che le loro prestazioni sempre migliori le rendono un ottimo sostituto delle Dslr. Naturalmente anche le mirrorless hanno ottime caratteristiche video e per ora il loro limite principale è la ridotta disponibilità  di lenti di qualità , limite che probabilmente verrà  eliminato nel prossimo futuro.

Le compatte e le bridge hanno obiettivo fisso e sensore più piccolo delle sorelle maggiori e per questo sono più limitate in fatto di qualità  d’immagine e di prestazioni in generale. Ma in ogni caso sono più che valide per l’appassionato evoluto, in particolare le bridge con il Cmos più grande come i due modelli Panasonic e Sony che abbiamo provato in queste pagine. Si tratta di prodotti capaci di registrare video a risoluzione Ultra Hd (3.840 x 2.160 pixel), con il prodotto di Panasonic che arriva al cinematografico 4K (4.096 x 2.160 punti). Entrambe supportano le cadenze di 24, 25 e 30 (29,97 per la precisione) fotogrammi progressivi al secondo, mentre le velocità  più elevate, 60 e anche 100/120 fps, sono riservate alla risoluzione Full Hd. Per avere video Ultra Hd a 60p bisogna aspettare la prossima generazione di fotocamere, anche se già  sono disponibili alcune action cam capaci di funzionare in questa modalità .

Nelle nostre prove le due fotocamere bridge hanno funzionato molto bene per quanto riguarda le riprese video. I colori sono molto belli, realistici e convincenti e la risoluzione dei clip Ultra Hd stupisce per la ricchezza dei dettagli. Con queste fotocamere una registrazione – anche solo Full Hd – appare migliore di un clip con le stesse caratteristiche fatto con un camcorder, perché le lenti e il processore delle prime sono pensati per una risoluzione fotografica (per esempio 20 Mpixel contro gli 8,3 Mpixel dell’Ultra Hd e i 2 Mpixel del Full Hd) e quindi come qualità  ottica e come compressione video lavorano molto meglio delle sezioni equivalenti di un camcorder. (…)

Estratto dell’articolo pubblicato su PC Professionale di aprile 2017

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