I problemi dei guru tecnologici

Essere considerato un esperto in tecnologia comporta diversi lati negativi. Innanzitutto per gli amici sei il personal buyer, da consultare quando c’è in previsione l’acquisto di un oggetto tecnologico, sia esso un personal computer, uno smartphone, una console da gioco per i figli ma spesso anche un ferro da stiro o una lavatrice. In base a quanto vogliono investire tu valuti le possibili migliori scelte, fai loro un bell’elenco di prodotti appetibili e, generalmente, poi loro acquistano qualcos’altro, spinti dall’offerta volantino di quella particolare catena di negozi di elettronica o dalla bellezza dell’oggetto (in questo caso sono le amiche, che poi ti dicono: ma il prodotto che mi hai consigliato tu era proprio brutto). Vabbè, voi direte, sono scelte loro. No, perché se poi il prodotto che hanno comprato non funziona è comunque colpa mia che li “ho spinti” ad acquistarlo. A voi non è mai capitato?

Ma non è tutto qui. Essere considerati l’esperto tecnologico del gruppo ha un altro aspetto negativo. Appena qualcosa non funziona chiamano voi. E spesso vi chiamano alle 11 di sera per una “rapida” consulenza telefonica che, tra riavvi del computer o dello smartphone, si protrae sino alle ore piccole. Vietato dire «ci sentiamo un altro giorno, adesso devo andare a riposare perché domani avrò una giornata impegnativa». Vietatissimo, potresti rompere un’amicizia. E devi anche ricordarti tutto, sia che si tratti di sistemi operativi per computer (Windows in varie salse e OS X) sia di telefoni Android, iPhone o Windows Phone. Guai a dire «non sono esperto di questo o quell’altro prodotto», la risposta, magari tra le righe è sempre “ecco hai altro da fare e vuoi liquidarmi in fretta”. Che stress.

In questo numero abbiamo proprio pensato a voi (o meglio a noi) utenti evoluti considerati da parenti e amici gli unici in grado di risolvere un problema tecnologico del loro computer, e vi proponiamo strumenti e strategie capaci di individuare un guasto, utility preziose e programmi specifici per analizzare l’hardware, recuperare i documenti cancellati per errore oppure eliminare i malware. Per fortuna, c’è da dire, che i nuovi sistemi operativi sono più solidi di una volta e le telefonate in piena notte si sono ridotte. Ma il problema rimane, anche perché il computer è sempre più una commodity per l’utente: è utile per il lavoro da svolgere ma è un mistero come è fatto dentro e come funziona. È come l’auto, serve per spostarsi ma se si rompe nessuno sa più metterci le mani, bisogna chiamare subito il meccanico. Peccato che nel caso dell’informatica i “meccanici” siamo noi, perché il commesso del grande magazzino che ha venduto il prodotto non è sicuramente in grado di intervenire, non ne ha le competenze oppure non ha tempo da dedicare.

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