Il Pc da 9 dollari è uno sterile esercizio di stile?

Nove dollari: poco più di otto euro, centesimo più, centesimo meno. È quanto si spende per C.H.I.P., un “computer” completo presentato sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter. Che questo progetto andrà  in porto è al di fuori di ogni dubbio. La soglia (50 mila dollari) è stata raggiunta in poche ore e, nel momento in cui scriviamo, a 11 giorni dal termine, sono già  stati superati i 1,7 milioni di dollari con quasi 35mila sistemi C.H.I.P. preordinati. Sulla carta, quindi, è un successo. Ma non solo.

Anche analizzando le caratteristiche tecniche questa piattaforma (che misura appena 60 x 40 mm) sembra davvero ben congeniata. Si basa infatti su un Soc AllWinner A13 (Cpu ARM Cortex A8 a 1 GHz e Gpu Mali 400), con 512 MByte di Ram e 4 GByte di storage. Non manca un connettore a pettine per le schede di espansione (già  annunciate per l’uscita Vga e quella Hdmi), mentre la connessione Wi-Fi e quella Bluetooth sono già  integrate. Come non bastasse, c’è anche la versione PocketC.H.I.P. In pratica un guscio, dotato di un piccolo display da 4,3″ touchscreen, una batteria e una tastiera, in cui alloggiare la scheda principale, per trasformare il tutto in un “notebook”. Il sistema operativo di C.H.I.P. è ovviamente Linux (una versione di Debian) e si può avere accesso letteralmente a migliaia di programmi open source, da LibreOffice a Chromium, da Gimp a Vlc. Un desktop (che può diventare un notebook) che costa solo una manciata di euro.

Ma una soluzione di questo tipo è solo uno sterile esercizio di stile o ha davvero senso di esistere? La risposta è “nì”. La capacità  produttiva di Next Thing Co (il “papà ” di questo progetto) non è strutturata per grossi volumi e per le consegne se ne riparlerà  nel 2016, con mesi di coda per esaurire i pre-ordini. Per questo, se non entra in campo un produttore di peso, difficilmente C.H.I.P. vivrà  di vita propria oltre i confini di Kickstarter. I Pc a bassissimo costo sono però una precisa richiesta degli utenti: è quello che traspare dal successo non solo di questo progetto, ma anche (e soprattutto) della piattaforma che ha fatto da apripista, Raspberry Pi.

Un’avventura partita nel 2012 e che ha visto in questi tre anni succedersi 5 diversi modelli (con un costo tra 25 e 35 dollari), venduti complessivamente in 5 milioni di pezzi. Per dimostrare come queste soluzioni siano tutt’altro che inutili, in questo numero vi spiegheremo come realizzare un perfetto sistema mediacenter con un Raspberry Pi 2 da meno di 30 euro. Perché dovreste spendere di più???

Eugenio Moschini

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