Lo scorso 12 marzo, il World Wide Web ha festeggiato il ventottesimo anniversario; per l’occasione il suo inventore, Tim Berners-Lee, ha pubblicato una lettera aperta in cui sottolinea i risultati raggiunti, ma soprattutto individua alcune tendenze che si sono affermate negli ultimi dodici mesi e che teme possano rappresentare un grave pericolo per l’ulteriore sviluppo di questo formidabile mezzo di comunicazione.

Il primo problema è la perdita di controllo sui dati personali: il modello di business prevalente sul Web prevede uno scambio tra contenuti o servizi e dati personali. Ma gli utenti non possono scegliere quali dati condividere, e con chi: una volta che l’informazione viene resa disponibile una prima volta, il dato è fuori dal controllo dell’utente; può essere comprato, venduto e scambiato senza alcun limite.

Questo è un problema serio nei Paesi democratici, ma ancora più preoccupante è l’uso delle informazioni da parte dei regimi totalitari, che possono sfruttarle per contrastare la dissidenza e reprimere la libertà  di pensiero. Inoltre, la creazione di banche dati sempre più ricche e precise sugli utenti può avere un effetto dissuasivo sulla libertà  di parola, inibendo la discussione libera su temi importanti e sensibili, come la salute, la sessualità  o la religione.

L’altro grande filone di criticità  riguarda la disinformazione, ossia la distribuzione di notizie false e distorte allo scopo di ottenere profitti, economici o di altro genere. Di fianco alle classiche fake news, pensate per essere scioccanti o sorprendenti al fine di attrarre l’attenzione degli utenti, Berners-Lee sottolinea rischi più sottili, come l’uso di bot e altre tecniche algoritmiche per favorire la diffusione mirata di notizie artefatte allo scopo di ottenere vantaggi illeciti in ambito finanziario oppure politico. A questi problemi si lega il terzo punto critico: tecniche pubblicitarie avanzate in ambito politico rischiano di influenzare in modo eccessivo i risultati delle campagne elettorali.

Durante le ultime elezioni americane, per esempio, i dati personali degli utenti sono stati sfruttati per mostrare ogni giorno oltre 50.000 varianti dello stesso messaggio elettorale, spesso in contrasto tra loro. Con grande onestà , Berners-Lee ammette che i problemi individuati sono complessi e difficili da risolvere, ma offre anche alcune proposte pratiche; per esempio, caldeggia la transizione verso modelli di business che non prevedano la cessione dei dati personali, come per esempio i micropagamenti, e prende una posizione molto netta contro le proposte di legge che limitano il diritto alla privacy degli utenti.

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