L’era della post-verità 

L’Oxford Dictionary ha indicato post-truth come parola dell’anno; la sua traduzione più in voga è post-verità : sta a indicare circostanze in cui l’opinione pubblica è formata non da fatti oggettivi, ma da appelli a emozioni e credenze personali. I social network stanno tentando di contrastare la diffusione di notizie false e il clickbaiting, ossia le pratiche che cercano di spingere i visitatori a uscire dall’interfaccia del social network per visitare una pagina esterna, con titoli capaci di catturare l’attenzione e varie tecniche psicologiche pensate per accalappiare i lettori. Le forme più sfacciate di clickbaiting (i post come “Non crederete mai cos’è successo a quest’uomo”) sono in effetti diminuite, ma il problema è tutt’altro che risolto.

Durante l’ultima campagna elettorale per le presidenziali americane si sono moltiplicati i siti Web che riportavano informazioni gravissime sui due candidati: notizie di reati commessi, membri dello staff coinvolti nelle vicende più turpi, e altro ancora. Con le debite proporzioni, anche in Italia stiamo assistendo a fenomeni simili nelle ultime battute della campagna per il referendum sulla riforma costituzionale (nel momento in cui scriviamo mancano pochi giorni al voto).

Si potrebbe pensare che queste manovre abbiano una motivazione politica, e servano a screditare l’avversario con ogni mezzo possibile, compresa la calunnia, ma le indagini svolte dalle autorità  americane hanno svelato una realtà  più sfaccettata. Molti di questi siti non sono gestiti da americani né ospitati da server statunitensi. In particolare, molti siti di successo sono basati in Macedonia e hanno il semplice scopo di generare traffico, scegliendo temi caldi e offrendo notizie succulente (benché false) per guadagnare denaro con gli annunci pubblicitari.

L’avvento di Internet porta con sé grandi opportunità , ma anche nuove sfide: in passato le informazioni erano scarse e preziose, ma in genere piuttosto affidabili. Oggi, al contrario, la conoscenza è a portata di mano e spesso gratuita, ma il livello di attendibilità  è decisamente più basso. L’unico antidoto è allenare il senso critico, confrontare le fonti e verificare i fatti, perché molti interessi spingono per fornire informazioni parziali, incomplete o addirittura false.

Dario Orlandi

PCProfessionale © riproduzione riservata.