Media Player Ultra HD: è l’ora dell’HDR

 

Sono tempi duri per i media player. Il loro settore è sempre più eroso dal continuo progredire delle funzioni multimediali delle Tv e dall’affermarsi dello streaming video, due fattori che costringono le aziende produttrici a migliorarli costantemente, per renderli più versatili e più performanti. Ecco quindi il sempre più diffuso abbandono di Linux come sistema operativo in favore di Android, che garantisce l’accesso alla moltitudine di app non solo per i giochi ma soprattutto per i servizi di video on demand e la navigazione in Internet. Naturalmente non può mancare la compatibilità  con le tecnologie più recenti – Ultra Hd e Hdr in primis – senza però dimenticare i vecchi standard come il Dvd Video e i numerosi codec e container in circolazione. Tutto questo per rimanere sempre un passo avanti alle Tv, sempre più versatili ma che almeno per ora non sono in grado di far girare un jukebox multimediale con la stessa fluidità  garantita da un media player.

di Nicola Martello

ICON_EDICOLAI primi media player capaci di riprodurre i video Ultra Hd (3.840 x 2.160 pixel) non erano in grado di superare la cadenza di 30 fotogrammi al secondo (fps), principalmente per via della sezione che codifica i dati per inviarli alla porta Hdmi, in quei modelli limitata alla versione 1.4. L’Hdmi 1.4 era in effetti pensato per le esigenze del cinema digitale, in cui regna incontrastato lo standard Dci 4.096 x 2.160 punti a 24 fps. Ma le telecamere Ultra Hd (dapprima quelle professionali, poi quelle consumer) hanno fatto in fretta a superare questa cadenza e le trasmissioni satellitari sperimentali sono state diffuse fin dall’inizio a 50/60 fps. Bisognava quindi aggiornare i chip inseriti nei media player, anche per renderli compatibili con la novità  più recente in campo video, l’Hdr.

La nuova generazione di processori Soc (System On a Chip) ha quindi portato l’Ultra Hd alla cadenza di 60 fps e ha inoltre esteso la compatibilità  all’Hdr (High Dynamic Range), una tecnologia creata per mostrare allo spettatore immagini con una gamma dinamica molto più elevata di quelle standard, ovvero con le zone chiare più luminose. Il Sole inquadrato diventa abbagliante, il cielo è più luminoso, i colori più intensi; ma al contempo le ombre rimangono sempre scure, non slavate, e ricche di dettagli. L’Hdr, in altre parole, avvicina i film e le riprese video a ciò che vediamo nella realtà , come luminosità  e come contrasto. (…)

Estratto dell’articolo pubblicato su PC Professionale di luglio 2017

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