Windows 10 è stato pensato per evolversi tramite un rilascio frequente di nuovi aggiornamenti che non correggeranno soltanto i problemi e miglioreranno le prestazioni, ma introdurranno anche nuove funzioni. Fino a pochi mesi fa, però, i dettagli tecnici e burocratici relativi alla frequenza di questi rilasci non erano ancora stati del tutto chiariti. Lo scorso aprile Microsoft ha annunciato la prima parte della strategia, che prevede due nuove versioni ogni anno, indicativamente a marzo e a settembre. Due sono i percorsi di distribuzione: il ciclo semestrale (Semi-Annual channel), e un ciclo molto più lungo, chiamato Long-Term Servicing Channel.

La differenza principale riguarda la durata del supporto: le release semestrali (Sac) saranno supportate per 18 mesi, mentre le versioni Ltsc godranno di ben 5 anni di supporto completo, più altri 5 per gli update relativi alla sicurezza. Le build semestrali seguiranno un ciclo di distribuzione in due fasi: un periodo di quattro mesi, chiamato Piloting, in cui la release sarà  installata dagli utenti privati e dalle macchine aziendali impostate per essere sempre aggiornate con le ultime novità . Trascorso questo periodo la release passerà  alla distribuzione Broad, e sarà  scaricabile da tutti gli utenti. Microsoft ha già  incasellato le ultime versioni di Windows 10 nella nuova terminologia: l’Anniversary Update dello scorso anno è la prima versione Long-Term Servicing (la successiva è attesa per il 2019), mentre il Creators Update avrà  un ciclo di vita di sei mesi. Solo chi ha installato la versione Enterprise di Windows può scegliere il canale di aggiornamento preferito; tutti gli altri utenti riceveranno gli aggiornamenti in modo automatico, a patto che i requisiti delle nuove release siano soddisfatti. Il passaggio al Creators Update, infatti, ha evidenziato le prime crepe nella strategia di Microsoft (che vorrebbe mantenere sempre aggiornati tutti i sistemi Windows 10), perché l’assenza di un driver per la Gpu integrata ha improvvisamente reso obsoleti i computer basati sull’architettura Atom Clover Trail di Intel, diffusa fino a quattro anni fa nei notebook di fascia bassa. Il nuovo modello di distribuzione garantirà  però anche ai device obsoleti di ricevere gli aggiornamenti di sicurezza per altri 9 anni.

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