Monitor wide 4K

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Il mercato dei monitor e dei televisori spinge l’acceleratore sul salto di qualità  offerto dalle tecnologie ad altissima risoluzione. Se dal punto di vista tecnico lo standard 4K è tutt’altro che una novità  nell’universo cinematografico, dal punto di vista del mercato per la casa o per le piccole realtà  professionali è una tecnologia ancora poco diffusa. Per alcuni utenti rappresenta addirittura una novità  assoluta e costellata di termini utilizzati in modo improprio. Questo perché – come accade molto spesso – sigle impiegate come sinonimi, anche quando non lo sono, entrano a far parte del linguaggio comune generando più confusione che chiarezza. In questo articolo presentiamo sei display per computer di grandi dimensioni in grado di soddisfare le esigenze del professionista, dell’appassionato di fotografia e quelle del videogiocatore.

di Michele Braga

ICON_EDICOLAPrima di tutto facciamo un po’ di chiarezza sulla risoluzioni, perché quando si sceglie un monitor è molto utile aver chiara la differenza che intercorre tra Ultra Hd e 4K. Questo distinzione è importante: con la sigla 4K si identifica uno standard adottato in origine in ambito cinematografico e che utilizza immagini con la risoluzione di 4.096 x 2.160 pixel. Nel settore dei display per computer e degli apparecchi Tv hanno preso piede pannelli che offrono una risoluzione pari a quattro volte quella dello standard Full Hd (1.920 x 1.080 pixel) e quindi pari a 3.840 x 2.160 pixel.

Visto lo scarto ridotto tra le due risoluzioni, quest’ultima generazione di monitor è spesso identificata con la sigla 4K, anche se la nomenclatura corretta è quella UHd (Ultra Hd).
Nella maggior parte dei casi, quindi, quando vi offrono un pannello indicandolo come 4K si tratta di un display Ultra Hd. I monitor 4K hanno un prezzo sensibilmente superiore, non solo per il maggior numero di pixel, ma generalmente per la qualità  delle altre caratteristiche tecniche del prodotto. Risoluzioni così elevate si prestano alla costruzione di pannelli con diagonale compresa tra i 28 e i 32 pollici (noi consigliamo la diagonale più alta).

Le tecnologie in gioco

A differenza del mercato degli apparecchi Tv dove l’offerta tende in poco tempo a diventare quasi omogenea dal punto di vista delle dimensioni dei pannelli e delle tecnologie utilizzate, il settore dei monitor è decisamente più variegato. La necessità  di soddisfare esigenze molto diverse in termini di formati, dimensioni, qualità  e prezzi ha permesso in questo settore la coesistenza di tecnologie nuove e meno recenti sfruttando al massimo i punti di forza.

La tecnologia Lcd (Liquid Cristal Display) impiegata per la produzione dei monitor raccoglie differenti tipi di tecnologie e di implementazioni di queste stesse. La prima grande ripartizione è tra i pannelli di classe Tn (Twisted Nematic) e quelli di tipo Ips (In Plane Switch).

La tecnologia Tn è quella sul mercato da maggiore tempo e la più economica da produrre, ma ciò non significa che sia sempre inferiore per caratteristiche a quella Ips. In particolare, i pannelli di tipo Tn raggiungono velocità  di aggiornamento molto superiori a quelle permesse dalla tecnologia Ips: si arriva a una velocità  di 1 ms contro una media di circa 5 ms. Questo permette una frequenza di aggiornamento fino a 120 Hz, adatta ai videogiocatori e alle tecnologie per la visione tridimensionale con occhialini di tipo attivo – per esempio Nvidia 3DVision – oppure di tipo passivo.

I monitor con tecnologia Ips sono migliori nella riproduzione dei colori e nella loro consistenza anche con angoli di visione elevati; i pannelli Tn soffrono, infatti, di una maggiore direzionalità  nella resa cromatica e della luminosità , soprattutto sulla verticale. Le diverse tecnologie Ips permettono di visualizzare 1,07 miliardi di colori utilizzando una codifica a 8 bit + Afcr (Advanced Frame Rate Control) oppure una codifica a 10 bit reali; i panelli di quest’ultimo non sono molti e il loro costo è piuttosto elevato.

La tecnologia Igzo (Indium Gallium Zinc Oxide) utilizza un materiale semiconduttore trasparente e sviluppato nel 2003 dal Tokyo Institute of Technology e dal Japan Science and Technology Agency (Jst). Igzo è caratterizzato da un’elevata trasparenza e da una grande mobilità  elettronica, fino a 50 volte maggiore rispetto al silicio amorfo (a-Si), uno dei componenti che costituiscono i transistor a film sottile Tft (Thin-Film Transistor) inseriti nelle celle a cristalli liquidi dei display Lcd. Grazie a queste caratteristiche fisiche, Igzo permette di costruire pannelli Lcd più trasparenti, con Tft che consumano meno energia e che quindi possono essere più piccoli. La maggior trasparenza permette di ridurre la potenza della fonte luminosa dietro il pannello, mentre le dimensioni più ridotte consentono di aumentare la risoluzione (celle più piccole) oppure di creare display più piccoli, ma con un elevato numero di pixel. L’elevata mobilità  elettronica migliora la conduttività  e riduce le dispersioni, così è necessaria una minore quantità  di energia. In più i Tft realizzati con la tecnologia con Igzo possono essere accesi e spenti molto velocemente senza influire sulle caratteristiche visive del pannello, così da risparmiare fino al 90% di energia nel caso di immagini statiche. Infine, la ridotta dispersione elettrica riduce il rumore di fondo presente nel display, di conseguenza i dispositivi touch possono rilevare più facilmente e con maggiore precisione il punto dove avviene il contatto tra il dito dell’utente e lo schermo.

Oltre a migliorare le caratteristiche dei pannelli Lcd di smartphone, tablet, computer portatili, monitor e Tv, Igzo è di importanza fondamentale nella costruzione dei Tft per gli schermi Oled Ultra Hd e 4K di fascia alta. (…)

Trovate l’articolo completo su PC Professionale di novembre 2015

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