Rivitalizzare la tecnologia

In settembre siamo stati sommersi da una vera e propria valanga di prodotti Apple. E non sto parlando solo dei nuovi iPhone 7 e Apple Watch 2. Di questi oggetti potete trovare la recensione su questo numero.

Sto invece pensando alle nuove versioni dei sistemi operativi che non costano nulla agli utenti e introducono novità  sostanziali anche per chi non ha l’ultimo gadget della mela morsicata. Sistemi operativi per tutto: per notebook e desktop (macOS Sierra), per tablet e smartphone (iOS 10), per l’Apple Watch (watchOS 3) e pure per la Apple TV (tvOs 10).

Un esempio personale? Avevo l’Apple Watch che giaceva abbandonato in un cassetto perché lo ritenevo poco utilizzabile. Non puoi fare tre passaggi per attivare l’applicazione che ti serve e perdere tempo a cercarla nella miriade di iconcine delle app (io poi che non ho la vista da falco faccio ancora più fatica). Vuoi silenziare lo smartwatch perché sei in riunione? Devi navigare tra le schede sino a trovare il pannello di controllo. E poi ogni sera devi metterlo sotto carica. Insomma, con la vecchia versione del software Apple Watch era un bell’oggetto ma poco fruibile. Con watchOS 3 le cose sono cambiate, ha rivitalizzato il mio orologio. La nuova dock mi fa accedere immediatamente alla app che uso di più. Uno swipe e sono subito nel pannello di controllo. Sono state migliorate anche le funzioni sportive. E posso pure sbloccare il Macbook solo avvicinando l’orologio al portatile senza dover ogni volta inserire la password. Solo l’autonomia non è cambiata, ma tanto se non volete misurare il sonno (ed è inutile che me lo dica l’orologio, so ben io se al risveglio sono ancora stanco o sono pronto ad affrontare la giornata da leone) basta farlo ricaricare di notte ed è fatta.

Insomma, watchOS 3 è un sistema operativo praticamente nuovo rispetto ai predecessori, molto più pulito e performante. Ottimo e gratuito: per poter sfruttare queste funzioni non sono obbligato a comprare il nuovo modello.  Non è una politica banale questa di Apple perché ascolta le esigenze degli utenti che hanno già  acquistato un prodotto (sicuramente costoso) cercando risposte ai loro problemi (non solo tecnici o di sicurezza, che è il minimo, ma anche di fruibilità ). Non a caso il tasso di aggiornamento dei vari sistemi operativi è altissimo. Non è così per Windows (anche se per un anno il passaggio a Windows 10 è stato gratuito) e neppure con Android che con la miriade di operatori telefonici e produttori che personalizzano lo smartphone ha ancora un enorme parco di prodotti con una versione obsoleta del suo sistema operativo. Insomma, è vero che i prodotti Apple costano di più rispetto ai concorrenti ma perdono meno valore nel tempo e c’è sempre attenzione da parte della multinazionale alle esigenze dei suoi utenti. Il customer care conta, eccome.

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