I segnali contraddittori del mercato dei Pc

Ad aprile due tra i più importanti istituti di ricerca, Gartner e Idc, hanno pubblicato i dati di vendita mondiali del settore Pc, relativi al primo trimestre del 2017. La prima cosa che lascia perplessi è la disparità  delle conclusioni; raramente i due istituti hanno fornito dati in disaccordo tra loro, ma secondo Gartner le vendite sono calate del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2016, mentre per Idc sono aumentate dello 0,6%. Queste differenze sono legate al concetto stesso di Personal Computer, che nel corso degli anni si è fatto sempre più nebuloso.

Leggendo i report si scopre che Idc non conteggia nei suoi calcoli i dispositivi 2-in-1 e i convertibili, mentre Garner invece non include i Chromebook. È un chiaro segnale di come stia mutando la concezione dell’informatica personale e aziendale. Idc ha inoltre fornito i dati relativi alla sola regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) scendendo anche nei dettagli, dove si scopre che le vendite sono leggermente aumentate (+1,6%) per un totale di 17,4 milioni di macchine vendute. A portare la bilancia in positivo sono i notebook, per una crescita del 9,2%.

Impressionante il calo dei Pc desktop, -12%, un trend in discesa da molti anni che sembra ormai insanabile. Per Idc, Hp è leader di mercato con un market share del 25,7%, a seguire Lenovo con il 20,6% e Dell con il 12%. Definire positivamente un incremento dell’1,6% è forse un po’ troppo; utenti e aziende continuano a ritardare l’aggiornamento delle macchine, ma va considerato un altro fattore importante. Il prezzo dei dischi Ssd non cala, anzi, in molti casi aumenta. Questo rialzo è dovuto all’enorme incremento di domanda, che le aziende produttrici di memorie Nand non riescono a soddisfare. Qualche segnale si era già  avuto a fine 2016, e il 2017 sembra confermare questa tendenza all’aumento dei prezzi, che di certo non aiuta nel panorama globale.

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