La funzione dei social network nel momento di una perdita diventa oltre che commemorativa anche unificante ed edificante. E’ quello che succede su Facebook e Twitter quando si festeggia una ricorrenza ma soprattutto quando, com’è accaduto oggi, l’Italia perde un personaggio storico che ha abbracciato la tradizione nazionale in tutta la sua stazza. (gioco mica da ragazzi!)

Infatti, possiamo condurre una riflessione su come il digitale, il web 2.0 in generale, ma soprattutto i nuovi strumenti informativi e comunicativi siano diventati vetrina di opinioni ed espressione della propria voce, emessa in prima persona, senza alcuna mediazione strumentalizzata.

Oggi, 3 luglio 2017, è venuto a mancare uno dei più grandi attori di tutti i tempi, Paolo Villaggio, creatore del ragionier Ugo Fantozzi, e consacrato al successo per altre centinaia di ragioni, a lui forse mai conosciute. Pertanto, come spesso accade, il mondo dello star system si è stretto nel cordoglio attraverso messaggi d’affetto così edulcoranti che diventa difficile ignorare.

Giovani attori, vecchi cineasti, cantanti, esponenti della cultura, politici e molti altri hanno voluto, nel giro di pochissime ore, ricordare al mondo che Villaggio ha segnato in qualche modo, la vita di diverse generazioni e probabilmente, grazie ai suoi film, continuerà  a farlo. Il potere del cinema è anche questo, restare, conservare, mentre tutto scorre.

Grazie ai social oggi le distanze si accorciano e si vive intensamente anche la condivisione di un lutto, cosa che prima senza lo squillare di un telefono o una conoscenza diretta era impensabile fare.

Ancora una volta, nella gioia e nel dolore, il digital riesce a diventare un grande iper-testo di condivisione di prodotti culturali creati ad hoc. Questa giornata ne è un esempio.

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Classe 1994. Laureata con lode in Linguaggi dei Media, da sempre appassionata di giornalismo, decide di coltivare questo interesse allargando il proprio background con una specialistica in Politiche Europee ed Internazionali. Dopo svariati stage nel mondo dell’editoria, della comunicazione e delle istituzioni con entusiasmo abbraccia una nuova sfida che porta il nome dell’alta tecnologia.