Street photography: tecniche per fotografie on the road

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La street photography o “fotografia di strada” è un genere fotografico che nasce tra le vie delle città , con lo scopo di ritrarre scene di vita cittadina. Come molti generi e come ogni aspetto che coinvolge l’arte, non è sempre facile dare una definizione semplice e univoca di ciò che è street photography e di ciò che non lo è.

di Valerio Pardi

ICON_EDICOLATuttavia ci sono dei punti chiave che identificano questo genere. L’aspetto fondamentale è la spontaneità , una foto di street è un’immagine colta al volo (quasi “rubata”), un vero estratto della realtà : non ci sono persone in posa e niente è costruito a priori. Il secondo punto che identifica le foto di strada è la presenza umana. Il soggetto deve essere la persona, o l’effetto che ha all’interno dell’ambiente. La fotografia di strada non deve essere banalizzata in un ritratto all’aperto e neppure in una foto documentaristica all’interno della città . Occorre cercare con attenzione le situazioni che meglio si prestano a raccontare in un unico scatto un evento particolare, una foto che possa “vivere” da sola e che spieghi qualcosa creando interesse in chi osserverà  poi la fotografia.

Nella street photography ci sono poi ulteriori particolarità , spesso ricorrenti in questo genere, come ad esempio l’utilizzo del bianco e nero per sintetizzare la naturalezza del momento catturato senza la distrazione del colore, oppure una componente ironica che rende l’immagine maggiormente interessante. A volte si tende a confondere la street photography con il reportage, pensando che sia una sorta di reportage di città . Ma fotografia di strada e reportage sono due generi ben distinti, sebbene praticati spesso negli stessi luoghi e a volte contemporaneamente dallo stesso fotografo. Henri Cartier Bresson, fotografo francese, è stato uno degli esponenti più illustri della street photography, ma è stato anche un eccellente fotoreporter (celebre il suo reportage in India sul Dalai Lama). Una delle sue immagini più famose “Behind Saint-Lazare Station, Paris” del 1932 è un classico esempio di street photography, in cui attimo decisivo, composizione e singolarità  trovano spazio all’interno del fotogramma. La fotografia di strada è proprio questa, una singola foto che sintetizza un momento particolare e si contrappone al reportage che invece è un racconto costruito con molte immagini che raccontano una storia attraverso gli occhi del fotografo. Le foto di un reportage possono anche non essere così “impattanti” singolarmente, ma offrono una lettura d’insieme molto più dettagliata e precisa del soggetto del reportage. Gli scatti della street photography sono invece sintesi della realtà  incorniciate in un’unica immagine.

I luoghi perfetti per fare street photography

Chiaramente le vie della città  sono il terreno ideale per cimentarsi con questo genere. Meglio, inizialmente, puntare su luoghi piuttosto affollati, in modo da essere meno evidenti tra la gente. Un mercato, una piazza nell’ora di punta, una manifestazione, una sagra paesana, sono tutte occasioni ideali per iniziare a fare pratica. Ma non basta il luogo giusto, occorre anche cercare situazioni particolari, contrasti che possano essere resi al meglio con una foto. La fotografia di strada richiede un occhio allenato, e un occhio lo si allena con molta pratica. Le prime volte si farà  fatica a trovare il momento o la situazione propizia, poi con l’esercizio diverrà  tutto più semplice. Un consiglio è quello di visitare le mostre dei fotografi famosi, si impara molto ed è l’occasione per studiare come può essere realizzata un’eccellente immagine di street photography. Può essere vantaggioso fermarsi in qualche luogo e osservare ciò che avviene intorno a voi, spesso la foto è già  li che vi aspetta e un occhio distratto potrebbe lasciarsela sfuggire. Pur cercando di non essere invadenti sulla scena, non evitate gli sguardi dei passanti. Se qualcuno porge qualche domanda sul perché state fotografando, potete coinvolgerlo nella spiegazione del progetto che avete in mente. Aspettate anche i momenti del giorno in cui la luce è migliore. Mattina presto e verso sera sono gli istanti da preferire in quanto la luce radente può creare ombre molto utili ai fini creativi e compositivi dell’immagine.

La strumentazione ideale: rivincita delle mirrorless

Dimenticatevi subito il mega corredo composto da un paio di corpi reflex, 4 o 5 obiettivi, flash, treppiedi e così via. Questo genere si pratica infatti con un corredo minimalista. Il fotografo deve diventare parte della scena, praticamente invisibile. E una vistosa reflex con un voluminoso obiettivo super tele non sono certo il punto di partenza ideale. Meglio un corpo di piccole dimensioni e un’ottica moderatamente grandangolare, al massimo un medio tele. Lo strumento ideale, in questo caso, è la mirrorless, che offre la versatilità  di una classica reflex, ma con dimensioni ben più contenute. Anche una compatta può essere utilizzata con profitto, purché sia una modello evoluto con una buona resa agli alti Iso, spesso necessari quando si scatta al volo per “cogliere l’attimo”. La richiesta per le funzioni della fotocamera sono minime e piuttosto comuni. La buona resa ad alti Iso è sempre strettamente correlata alla dimensione del sensore e alla risoluzione, optate quindi per un corpo moderno, con sensore di dimensione superiore a 1″ e con una risoluzione non esasperata, dato che non sarà  d’aiuto per questo genere di fotografia. (…)

Trovate l’articolo completo su PC Professionale di aprile 2015

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