Ultrabook con Haswell

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L’architettura Intel Haswell, alla base dei processori Intel Core di quarta generazione, rappresenta senza dubbio la soluzione più efficace per gli Ultrabook. Rispetto alla precedente Ivy Bridge risalente ad aprile 2012, ha consumi molto inferiori (che si traducono in una più lunga durata delle batterie), ingombri più bassi, una Gpu migliore con la grafica 3D, produzione di calore ridotta. Tutti fattori di primaria importanza proprio nei notebook ultrasottili, dove gli ingegneri devono lottare tra le alte prestazioni e i telai con spessore ridotto. Un ultraportatile con Haswell può arrivare anche alle 10 ore di autonomia reale; un traguardo davvero importante nella storia dell’informatica. Il problema è che l’adozione della nuova piattaforma da parte dei produttori di Ultrabook sta andando molto a rilento. I tre quarti dell’offerta attuale sono ancora composti da macchine con processori Ivy Bridge, spesso anche per quanto riguarda i modelli top di gamma. Scorte da smaltire, un mercato Pc poco incoraggiante, alti costi dei nuovi processori, disponibilità  in volumi non sempre adeguata, sono alcuni dei motivi che ritardano l’aggiornamento dei cataloghi.

di Pasquale Bruno

ICON_EDICOLAResta il fatto che investire oggi, a inizio 2014, più di 1.500 euro per un Ultrabook con la vecchia architettura Ivy Bridge non è un grande affare. Ci si priverebbe degli importanti vantaggi sopra elencati e si avrebbe tra le mani una macchina che potrebbe uscire di produzione tra uno o due mesi. Se si ha intenzione di acquistare un Ultrabook di fascia alta, è quantomeno più sensato comprarlo con processori di quarta generazione. I modelli disponibili si contano per ora sulle dita di due mani e non sempre sono facilmente reperibili nel nostro Paese. Al Consumer Electronics Show di Las Vegas di inizio gennaio sono stati presentati nuovi modelli che dovrebbero essere disponibili nei prossimi mesi, che porteranno una ventata di freschezza in questo mercato ( e non solo nella fascia più costosa).

Le tante facce di Haswell

Considerando solo i modelli a basso consumo destinati a Ultrabook e convertibili, il catalogo Intel conta attualmente 24 modelli tra Core i7, Core i5 e Core i3. Sono tutti di tipo dual core, i modelli più diffusi hanno la sigla 4xxxU e sono definiti Ult (Ultra Low Tdp), assimiliabili alla vecchia definizione Ulv (Ultra Low Voltage), con Tdp compresi tra 15 e 28 watt. Esistono anche i processori Ulx (Ultra Low Extreme Tdp), con sigla 4xxxY, caratterizzati da un consumo di soli 11,5 W: sono i candidati ideali per i tablet e i convertibili.

I vari modelli hanno in comune il package Bga (Ball Grid Array) e vanno saldati direttamente sulle schede madri. Si tratta di una scelta obbligata per i dispositivi più piccoli, che diminuisce gli ingombri, abbassa i costi e migliora l’affidabilità . Il nuovo package Mcp con chipset integrato è presente proprio sui processori Ult (-U) e Ulx (-Y); per i primi, il valore di Tdp di 15 watt si riferisce all’intero sistema Cpu, Gpu e chipset. Un altro bel traguardo per Intel; i corrispondenti processori Ivy Bridge a basso consumo avevano un Tdp di 17 watt per il solo processore. Nella tabella abbiamo riportato tutti i modelli a basso consumo con il riepilogo delle principali caratteristiche.

Per quanto riguarda il sottosistema grafico, Intel ha introdotto diverse famiglie basate tutte sulla stessa tecnologia di base ma con un numero di unità  di elaborazione variabile. Queste ultime, denominate Eu (Execution Unit) sono presenti nel numero di 10, 20 o 40 a seconda del livello di prestazioni da ottenere. Sui processori mobile sono utilizzate le Gpu HD Graphics 4200, 4400 e 4600, tutte con 20 Eu ma con frequenze di clock differenti, più la Gpu HD Graphics 5000, che rappresenta la soluzione più veloce per i notebook consumer e ha 40 unità . Per i notebook professionali ci sono i processori con Gpu Iris 5100 e Iris 5200; quest’ultima è l’unica dotata di memoria dedicata, pari a 128 Mbyte. Come si nota dalla tabella, bisogna fare attenzione al momento dell’acquisto: ci sono processori con comparto Cpu potente che però hanno una grafica non al top come la HD 4200. Mai come in questo caso è bene sapere cosa c’è dietro la sigla di un processore. (…)

Estratto dell’articolo pubblicato su PC Professionale numero 275

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