Un pioniere se ne va e un altro non sta molto bene

Blackberry non produrrà  più telefoni cellulari. L’azienda ha annunciato che i dispositivi verranno dati in outsourcing ad aziende terze e che da ora in poi si concentrerà  esclusivamente sul software e sui servizi. Un settore che per l’azienda canadese è rimasto l’unico in attivo, a fronte di trimestri drammatici per quanto riguarda le vendite di smartphone. Si può dire che è finita un’era: Rim/Blackberry ha in pratica creato il concetto di smartphone palmare e reso possibile l’utilizzo delle email in mobilità  fin dal 1998, con il suo Blackberry 850 dotato di tastiera alfanumerica. Nel corso degli ultimi anni l’azienda non ha saputo sfruttare la propria posizione dominante e non ha saputo contrastare l’avvento di sistemi come Android e iOS, che si sono portati dietro un vortice tecnologico fatto di schermi touch sempre più grandi, design in vetro e metallo, processori sempre più potenti e fotocamere evolute, per non parlare della disponibilità  di app di terze parti non lontanamente paragonabile. Eppure il sistema di meriti ne ha tanti: è estremamente sicuro, affidabile sia nell’hardware sia nel software, snello, efficiente e consuma poche risorse. Evidentemente non è bastato.
Quasi in contemporanea c’è stata la prima dichiarazione di Microsoft sul proprio futuro come produttore di smartphone: “per qualche anno” l’azienda di Redmond non produrrà  più direttamente dispositivi cellulari consumer, concentrandosi comunque sullo sviluppo di Windows 10 versione mobile e appoggiandosi ai vari partner per lo sviluppo dei terminali. A ben guardare però di partner ne sono rimasti proprio pochi, anzi l’unico di rilievo è Hp che ha a listino un solo dispositivo di fascia business. Sembra dunque farsi più distante quell’ideale di convergenza tra smartphone, portatili e desktop tanto caro a Microsoft. Due aziende che si ritirano e due filosofie importanti che vengono meno: è un vero peccato.

Pasquale Bruno

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