Windows abbraccia l’IoT

Negli anni ’90, circolava su Internet una storiella che contrapponeva Bill Gates alla General Motors: il primo dichiarava che se l’industria automobilistica si fosse evoluta come quella informatica, un’auto sarebbe costata 25 dollari e avrebbe percorso 1.000 miglia con un gallone di benzina. La risposta di GM sottolineava i difetti del software: tutto vero, ma quell’auto sarebbe anche entrata in panne due volte al giorno senza motivo (una delle innumerevoli versioni della storia si trova a questo indirizzo). Di tempo ne è passato parecchio, e oggi Microsoft si sta muovendo realmente per conquistare il mercato dell’Internet of Things (IoT), cioè dei dispositivi connessi a Internet e inseriti nei dispositivi più vari: dal frigorifero al vaso di fiori, dal mobiletto dei medicinali all’automobile.

Lo scorso 30 aprile la società  di Redmond ha distribuito la prima build di Windows 10 per l’IoT, una versione del sistema operativo creata per i dispositivi embedded e i microcomputer basati sull’architettura Arm v7, come il noto Raspberry Pi 2. Questa edizione di Windows 10 non mostra il tradizionale desktop, ma può comunque eseguire le applicazioni Windows Universal. In realtà , Microsoft lavora da tempo nel settore embedded: i lettori di codici a barre, i palmari per l’inserimento degli ordini, le apparecchiature mediche e perfino gli sportelli Bancomat sono spesso basati su versioni specializzate di Windows o del vecchio Windows CE.

Uno dei motivi del successo di Microsoft in questo settore è Visual Studio: un ambiente di sviluppo flessibile ed evoluto, familiare a moltissimi programmatori. E ora Windows 10 promette quello che per decenni è stato il sogno proibito di tutti gli sviluppatori: un ambiente unificato, che consenta di scrivere le applicazioni una sola volta e poi distribuirle su tutti i dispositivi. In realtà , nella build attuale (che, va ricordato, è ancora lontana dalla release finale) mancano diverse Api importanti, e non sono supportate alcune periferiche chiave, come i dongle Wi-Fi 0 Bluetooth. Ma, per una volta, Microsoft sembra essersi mossa in tempo, e ha guadagnato la prima fila al nastro di partenza di questa nuova sfida.

Dario Orlandi

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