OpenAI: Elon Musk scopre un algoritmo che rivoluzionerà  la robotica

OpenAI, laboratorio di ricerca senza scopo di lucro sostenuto da Elon Musk, con sede a San Francisco, ha annunciato un’innovazione in seguito a lavori nel campo della robotica.

Il risultato è un nuovo algoritmo che consente agli esseri umani di comunicare un compito ad un AI eseguendolo prima nella realtà  virtuale. Il metodo si basa su quello che un tempo era conosciuto come un apprendimento imitazione, una tecnica OpenAI sviluppata per consentire al software che guida un robot di imitare un’azione fisica utilizzando un solo esempio.

L’algoritmo di OpenAI prende quindi le informazioni raccolte dalla rete di visione e le alimenta ad una seconda rete neurale chiamata rete di imitazione che guida il braccio robotico. La parte difficile, naturalmente, è che i blocchi sono colorati e disposti in modo diverso ogni volta, eppure il software può raggruppare tre stack separati a due cubi, indipendentemente dall’impostazione iniziale: tutto questo è fatto utilizzando solo dati simulati e mai foto di esempi reali.

“Il nostro robot ha imparato a svolgere il compito specifico anche se i suoi movimenti devono essere diversi da quelli dell’atto mostrato”, spiega Josh Tobin, membro del personale tecnico di OpenAI, in un video prodotto per dimostrare il nuovo algoritmo. “Con un’unica dimostrazione di un’attività , possiamo replicarla in modo diverso rispetto a quelle iniziali”.

L’obiettivo forse più difficile è quello di dare all’AI la capacità  di imparare rapidamente nuovi comportamenti e di adattarsi ai cambiamenti imprevedibili possibili in un ambiente. “I neonati nascono con la capacità  di imitare quello che fanno gli altri”, dice Tobin. “L’imitazione consente agli esseri umani di imparare rapidamente nuovi comportamenti. Vorremmo che i nostri robot possano imparare anche in questo modo”.

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Classe 1994. Laureata con lode in Linguaggi dei Media, da sempre appassionata di giornalismo, decide di coltivare questo interesse allargando il proprio background con una specialistica in Politiche Europee ed Internazionali. Dopo svariati stage nel mondo dell'editoria, della comunicazione e delle istituzioni con entusiasmo abbraccia una nuova sfida che porta il nome dell'alta tecnologia.