Google in Cina

Dragonfly, il search cinese di Google è ufficialmente defunto

Project Dragonfly, il motore di ricerca censurato secondo i voleri di Pechino, non è più in sviluppo. E questa volta la conferma arriva in via ufficiale da Google nel corso di una testimonianza al Congresso USA.

Il tanto dibattuto Project Dragonfly è stato ufficialmente abbandonato, ha confermato ora Google, e le voci dei mesi scorsi in merito al perdurante sviluppo cadono definitivamente nel novero delle indiscrezioni prive di fondamento. La Cina non avrà più il suo motore di ricerca Web censurato secondo i dettami del Partito Comunista di Pechino.

La rivelazione, sostanzialmente definitiva, dello status “tombale” di Dragonfly è arrivata per bocca di Karan Bhatia, Vice-Presidente di Google per gli Affari Governativi, durante un’audizione davanti al Comitato Giudiziario del Senato americano. Argomento del dibattito: la presunta censura di Google contro le idee e le opinioni conservatrici.

Durante l’audizione, il senatore Josh Hawley – facente ovviamente parte del Partito Repubblicano – ha chiesto informazioni in merito a Dragonfly. La risposta di Bhatia è stata chiara e concisa: Google ha “terminato Dragonfly”, e al momento non esistono piani concreti per uno sbarco del business del search di Mountain View nel paese del Dragone.

La testimonianza di Bhatia davanti al Congresso – un luogo dove testimoniare il falso porta dritti in galera – rappresenta dunque una pietra angolare, anzi tombale del Progetto Dragonfly, un motore di ricerca Web specificatamente progettato per censurare argomenti poco graditi alla dittatura comunista cinese come democrazia, religione, diritti umani e via elencando.

Le indiscrezioni sulla fine del progetto erano già arrivate lo scorso dicembre, descrivendo una sorta di rivolta interna dei dipendenti di Google e il definitivo abbandono dei piani cinesi da parte del management. Ulteriori indiscrezioni avevano in seguito parlato di 900 diverse modifiche al codice di Dragonfly tra dicembre e febbraio 2019, ma la testimonianza di Bhatia dovrebbe ora servire come capitolo definitivo dell’iniziativa censoria di Mountain View.

PCProfessionale © riproduzione riservata.