Linux Foundation nella bufera. Cambia lo sviluppo del sistema operativo?

Uno dei miti più duri a morire a proposito del software Open Source è la convinzione che sia poco affidabile, in un modo o nell’altro, perché scritto e aggiornato da volontari che potrebbero sparire in qualsiasi momento.

Questo però non è certo vero per colonne portanti del mondo Open Source come il kernel Linux vero e proprio. Al giorno d’oggi Linux fa fatturare miliardi in tutto il mondo e il suo sviluppo è gestito soprattutto da professionisti, pagati per lavorarci a tempo pieno dalle aziende che ci costruiscono il loro business.

Questa attività  è coordinata da un’apposita fondazione (www.linuxfoundation.org), che si occupa anche di formazione, certificazione ed eventuali controversie legali. La fondazione venne ufficialmente costituita il 21 gennaio del 2007 in seguito alla fusione dell’Open Source Development Labs e della Free Standards Group. Leggendo lo statuto l’organizzazione si propone di «accelerare la crescita di Linux fornendo un esauriente insieme di servizi per competere efficacemente con le piattaforme commerciali».

A gennaio 2016 la Linux Foundation si è trovata purtroppo al centro di una polemica, dalle conseguenze potenzialmente importanti ma che potranno essere valutate solo nel medio termine. Fino al 2015 qualunque socio della fondazione, inclusi quelli individuali a cui iscriversi bastano 99 dollari l’anno contro le centinaia di migliaia richiesti ai soci aziendali, poteva essere eletto nel consiglio direttivo.

Linux Foundation

A gennaio l’organizzazione ha cambiato il suo statuto. D’ora in poi, potranno candidarsi solo rappresentanti dei soci iscritti nelle categorie più costose, riservate a grandi aziende od organizzazioni. È questa la novità  che ha fatto infuriare tanti utenti e sviluppatori individuali. Anche perché è arrivata proprio in tempo per bloccare una candidatura al consiglio come quella della direttrice di un’organizzazione in causa con un membro corporate della Linux Foundation stessa, cioè VmWare.

Si teme che il futuro sviluppo di Linux possa essere indirizzato in base agli interessi di grandi aziende.

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