Duke Nukem 3D

Duke Nukem 3D, lo sparatutto degli anni ‘90 rivive nei tribunali

L’iconico FPS con il protagonista più scorretto della storia dei videogiochi ancora al centro di una causa legale. Proprietari vecchi e nuovi della IP si contendono i diritti di sfruttamento della musica.

Passato alla storia per il revival fuori tempo massimo degli sparatutto in finto 3D “alternativi” a DOOM e all’incombente trend della grafica poligonale, Duke Nukem 3D è oggi notorio soprattutto per la notevole confusione che circonda la proprietà intellettuale del marchio. Gearbox Software dovrebbe possedere l’intero “pacchetto”, ma una nuova causa contro 3D Realms evidenzia il fatto che, forse, le cose non stanno esattamente così.

La “saga” di Duke Nukem è ora soprattutto legale, e l’ultimo episodio in tal senso rappresenta una conseguenza di cause già avvenute negli anni passati. In teoria, Gearbox avrebbe acquisito la proprietà complessiva sul brand del “Duca” dei videogiochi grazie a un accordo con Interceptor (la corporation danese che possiede il marchio “3D Realms” una volta appartenente all’omonimo sviluppatore videoludico americano).

A questo punto entra però in gioco il musicista Bobby Prince, che ha in precedenza fatto causa a Gearbox per lo sfruttamento di alcuni suoi brani nella riedizione di Duke Nukem 3D del 2016. Quelle musiche sono state concesse solo in licenza a 3D Realms, dice la causa (ancora in corso) di Prince, quindi Gearbox le starebbe utilizzando senza il permesso del proprietario dei diritti.

In tutta risposta, Gearbox ha ora intentato l’ennesima causa legale contro la nuova incarnazione danese di 3D Realms, con l’obiettivo di stabilire se l’acquisizione di Duke Nukem includa davvero tutti gli asset del marchio o abbia lasciato fuori qualche pezzo non dichiarato.

La confusione è insomma totale, sotto il sole finto-tridimensionale della saga videoludica più politicamente scorretta di sempre. Stando alle parole del CEO di Gearbox Randy Pitchford: o Bobby Prince è nel giusto e merita di essere pagato, oppure 3D Realms ha ragione e Prince non deve avere un centesimo.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.