INSIDE

Gioco della settimana: INSIDE

INSIDE segue la falsariga di Limbo con un nuovo protagonista in giovane età, un mondo distopico (e sostanzialmente misterioso fino alla fine) e puzzle disseminati per ogni dove.

A sei anni di distanza dal debutto di Limbo, nel 2016 lo studio danese Playdead ha ancora una volta colpito al cuore degli appassionati di platformer cinematici con INSIDE. La nuova avventura è insolita e “muta” come la precedente, e la presenza di un po’ di colore qua e là (rispetto al tono monocromatico di Limbo) non rende certo l’esperienza meno dark e opprimente.

Protagonista di INSIDE è ancora una volta un ragazzino in fuga, e questa volta occorre letteralmente evitare di essere catturati anche se non sembra esserci nessuna controparte femminile da salvare (come la sorella del protagonista di Limbo). Dal 2D puro di Limbo si passa ora alla grafica 3D, con la classica prospettiva “2D e mezzo” ad accompagnare ogni mossa del giocatore sullo schermo.

Il mondo tende come detto al monocromatico con qualche chiazza di colore qua e là, e quasi ogni cosa vivente o macchina di controllo disseminata per il gioco ha intenti malvagi nei confronti del piccolo protagonista. Meccaniche innovative (come ad esempio una sorta di “controllo mentale” di PNG apparentemente svuotati di coscienza) rendono il gameplay più variegato, mentre la difficoltà media è piuttosto ridotta rispetto a quella di Limbo.

Con INSIDE gli sviluppatori di Playdead hanno messo in mostra una libertà narrativa molto maggiore, realizzando un’avventura evocativa e bizzarra la cui criptica conclusione fa ancora discutere gli appassionati 4 anni dopo l’uscita del gioco. Disponibile su PC (via GOG.com), Xbox One, PS4 e Switch.

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