Twitter pronto a verificare tutti i profili attivi

Twitter potrebbe verificare tutti i profili attivi

“L'intenzione è quella di rendere disponibile la verifica per tutti. Twitter non dovrà più essere il giudice, saranno solamente le persone a verificare i fatti riguardanti loro stessi”. Così esordisce il CEO di Twitter nella live di Periscope in cui racconta le novità che aspettano il social network di sua proprietà.

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L’amministratore delegato di Twitter Jack Dorsey ha dichiarato in una live su Periscope che la società starebbe lavorando a un aggiornamento del social network in grado di consentire a qualsiasi utente di essere verificato.

Dorsey non ha ancora approfondito l’aspetto di questo aggiornamento che potrebbe portare Twitter sullo stesso piano di piattaforme online come Airbnb, che da tempo ormai richiede agli utenti di inviare un profilo Facebook, un numero di telefono, un indirizzo email o un documento di identità valido.

Quando Twitter aggiunse per la prima volta l’opzione della spunta blu per indicare i profili verificati, la riservò principalmente a grandi personaggi pubblici. Man mano la società iniziò a verificare altre figure di alto profilo, compresi i giornalisti, scrittori, blogger e influencer, i quali iniziarono a rendere il segno di spunta uno status symbol sul social network.

Nel 2016, Twitter ha reso libera per chiunque la richiesta di verifica, chiedendo però agli utenti di fornire i motivi di tale richiesta.

Il problema principale è che consideriamo il segno di spunta solo un fattore che indica l’identità“, afferma il Group Product Manager di Twitter David Gasca. “Ma nelle loro ricerche, gli utenti la considerano il più grande indicatore credibilità, perché ciò significa che Twitter controlla questa persona e quello che sta dicendo e verifica che tutti i suoi tweet siano autentici”.

L’idea è quindi che se tutti i profili non fake venissero verificati, l’azienda potrebbe riuscire a modificare il significato del segno di spunta, inducendo gli utenti a percepire gli account senza verifica come sospetti.

Dorsey sottolinea comunque che sia l’identità che l’anonimato sono una parte importante di Twitter. Il social network quindi non vuole imporre una politica basata sul nome reale, perché vuole che la piattaforma sia uno spazio sicuro in grado consentire a ognuno di dire la propria opinione senza condividere informazioni che mettano in pericolo la sua privacy.

L’inaspettata live streaming su Periscope è una delle tante iniziative con cui Twitter ha deciso di discutere apertamente della sua “salute”. Dorsey è stato affiancato da un team di dirigenti e di esperti che desideravano fornire uno spazio trasparente e aperto per discutere della battaglia in corso sulla piattaforma contro i suoi problemi dilaganti, tra cui la diffusione di contenuti offensivi o illegali e, sopratutto, di disinformazione. Un recente studio condotto dal Media Lab del Massachusetts Institute of Technology, infatti, esaminando circa 126.000 storie condivise da circa 3 milioni di profili su Twitter dal 2006 al 2017, ha rilevato che le fake news avevano circa il 70% in più di probabilità di essere ritwittate alle notizie vere.

Abbiamo ancora molto lavoro da fare e ci vorrà tempo”, conclude Dorsey, “ma vogliamo essere il più aperti possibile con tutti voi riguardo a ciò che stiamo affrontando e quali saranno le nostre sfide”.

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