Ecco le cause dell'attentato a YouTube

YouTube e la carica degli hashtag

Ennesima novità “social” per il portale di video sharing, che ora strizza l’occhio ai grandi social network implementando il supporto per gli hashtag. Ovviamente, chi abusa della nuova funzionalità ne subirà presto le conseguenze.

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Scontando un certo ritardo sul resto delle grandi community con vocazione social, YouTube ha in questi giorni aggiunto il supporto agli hashtag per i creatori e gli uploader di video. Un modo per facilitare la ricerca e la condivisione di contenuti che si accompagna, com’è prevedibile, a una serie di limitazioni per evitare gli abusi.

Stando alla pagina di supporto dedicata alla nuova funzionalità, gli hashtag possono essere aggiunti sia nella descrizione che direttamente nel titolo di un video “per aiutare i visitatori” a rendere più specifica la ricerca di un particolare tipo di contenuti. Gli hashtag sono supportati sulla versione Web e la app Android di YouTube, mentre non sono al momento disponibili su iOS.

Hashtag

Dal punto di vista dell’utente finale, l’uso degli hashtag di YouTube è in tutto simile a quanto già visto su Facebook, Twitter e qualsiasi altra piattaforma moderna: i tag possono essere utilizzati per effettuare ricerche oppure per visualizzare, con un click diretto su un hashtag, tutti i video pertinenti.

L’uso degli hashtag su YouTube è poi regolato da una serie di politiche pensate per garantire il rispetto delle norme e della sicurezza della piattaforma, con requisiti pratici (no agli spazi, no all’uso di un numero eccessivo di tag) e altri che inibiscono (o dovrebbero inibire) l’uso di hashtag non pertinenti ai contenuti effettivi di un video, la molestia in qualsiasi forma, l’incitamento all’odio, l’uso di tag sessualmente espliciti e la diffusione di linguaggio volgare.

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