Anonymous attacca le istituzioni italiane

Dopo il presunto colpaccio da parte di Anonymous interviene il capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli, che informa su quanto accaduto.

Gli hacker hanno sempre avuto interessi nel violare siti istituzionali, caselle di posta elettronica di personaggi illustri, politici, manovrando anche campagne elettorali e possiamo citare tantissimi casi in cui l’intervento della polizia postale è arrivato tardi, quando ormai contenuti quali foto, messaggi privati talvolta compromettenti potessero essere elusi dalla divulgazione pubblica.

A volte è più facile risalire agli artefici, altre volte no. In queste ore si parla tanto di Anonymous, un collettivo molto potente che ha scelto come mira i server dei ministeri, del governo italiano e del Parlamento Europeo.

Pubblicato immediatamente online un file di grandi dimensioni che, stando alle dichiarazioni del collettivo, avrebbe dovuto contenere dati sensibili prelevati da tutti i ministeri, a distanza di poco tempo sono arrivate, puntuali e severe, le dichiarazioni reali su quanto accaduto. A parlare è il capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli che ricorda quanto sia importante sorvegliare sulla sicurezza e rafforzare le forme di controllo soprattutto in rete. Inoltre ridimensiona la portata dell’intervento degli hacker affermando che sono stati attaccati soltanto i dati di due caselle di posta elettronica, una di un funzionario della Polizia di Stato e l’altra di un funzionario del Ministero della Difesa. Pertanto si evince la soddisfazione di Gabrielli nell’aver individuato chi ha compiuto questa violazione grazie all’intervento efficace e molto rapido dei suoi uomini.

Insomma, in questo caso Anonymous ha fatto un gran buco nell’acqua.

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Classe 1994. Laureata con lode in Linguaggi dei Media, da sempre appassionata di giornalismo, decide di coltivare questo interesse allargando il proprio background con una specialistica in Politiche Europee ed Internazionali. Dopo svariati stage nel mondo dell'editoria, della comunicazione e delle istituzioni con entusiasmo abbraccia una nuova sfida che porta il nome dell'alta tecnologia.