Asus PG348Q

Per chi vuole stupire con un monitor dall’aspetto originale, quasi robotico, accattivante anche quando è spento. Le immagini si fanno notare per qualità e pulizia, una gioia per gli occhi.

Asus ha sviluppato la linea Rog (Republic of Gamers) di prodotti hardware per i giocatori più esigenti, linea a cui appartiene questo modello. Il display impiega un pannello Lcd Ah-Ips (advanced high performance in-plane switching) prodotto da LG Display (LM340UW2-SSA1), con 32” di diagonale, curvo, 21:9 e risoluzione di 3.440 x 1.440 pixel. Il refresh è di 60 Hz ma con un’operazione di overclock è possibile portarlo a 100 Hz (solo con Displayport, con Hdmi è limitato a 60 Hz). Però nelle nostre prove, effettuate con una scheda Nvidia Quadro M6000, non siamo mai riusciti a superare i 60 Hz. Le tecnologie integrate sono G-Sync, Ultra-Low Blue Light per ridurre la luce blu, Flicker-Free.

Asus PG348Q
Un design futuristico, quasi robotico grazie alle scelte di design della base. Le linee sono tese ma sempre curve per dare una sensazione di dinamicità.
PG348Q
L’Asus PG348Q ha un design bello e accattivante fin dai bozzetti di sviluppo.

Il display è grigio scuro con numerosi dettagli color rame e con un design ricco di particolari. Sul fronte, una cornice sottilissima (meno di due millimetri) corre su tre lati, mentre in basso si trova una fascia in plastica grigia, con la superficie spazzolata. Una volta acceso l’apparecchio, ai tre lati dove si trova la cornice sottile diventa visibile il bordo nero del pannello Lcd sotto il vetro frontale, cosicché, visivamente, la cornice cresce a 12 millimetri. Il retro è bombato con la parte centrale decorata da intagli e inserti color rame; la vaschetta con le prese può essere chiusa da un coperchio. Le prese sono una Displayport 1.2, una Hdmi 1.4, un mini jack audio, un hub Usb 3.0 con 4 porte type-A.

Asus PG348Q
La base dal design originale integra una luce che proietta sul tavolo un disegno di colore rosso.

La base è l’elemento più distintivo di questo monitor: tre zampe asimmetriche in alluminio pressofuso che convergono verso una colonna centrale imponente, con decorazioni color rame che ricordano gli avvolgimenti di un motore elettrico. Alla base del cilindro è posta una luce rossa che proietta sul tavolo un disegno (la luce è regolabile e può essere spenta). È consentita l’inclinazione, la rotazione e la regolazione dell’altezza.

Asus PG348Q
Questo monitor riesce ad essere bello da vedere anche quando lo si guarda dal retro. Nel design nulla è stato lasciato al caso.

Nel menu Osd è possibile attivare i preset cromatici: sRgb è il più equilibrato per un uso generico ma blocca tutte le regolazioni, Paesaggio esalta la luminosità e i toni verdi e blu, Corsa riduce il lag in ingresso, Cinema è pensato per i film, Rts/Rpg aumenta la saturazione e il contrasto delle immagini dei giochi, Fps incrementa la visibilità dei dettagli nelle zone scure dei giochi sparatutto. Il filtro per la luce blu è regolabile su quattro livelli, con il più intenso conforme alle normative Tuv Low Blue Light. L’overdrive dei cristalli liquidi è possibile con il filtro Od, che offre tre livelli di funzionamento: con il più forte le scie diventano marroncine su fondo grigio, mentre con tutte e tre le impostazioni non si vedono differenze significative in fatto di lunghezza delle scie. In sovrapposizione alle immagini è possibile far apparire un mirino in due forme e due colori, un timer oppure un contatore di fps.

Asus PG348Q
Il rosso e soprattutto il verde del monitor di Asus sono parecchio all’esterno del triangolo dello spazio colore sRgb. Il blu è invece molto vicino al riferimento.

Già prima della calibrazione i colori mostrati dal display di Asus sono apparsi corretti con l’impostazione sRgb, si nota solo un lieve alone luminoso nell’angolo inferiore destro con le immagini molto scure. Con le scale cromatiche si percepisce nelle basse luci una vibrazione un po’ fastidiosa, dovuta all’alg oritmo Afrc (advanced frame rate converter) che effettua un dithering temporale per variare i colori dei pixel tra un fotogramma e l’altro e creare così l’illusione di un set di sfumature cromatiche più ricco. In questo modo il sistema simula 10 bit per tinta primaria quando in realtà sono disponibili solo 8 bit nativi. Nelle scene in rapido movimento – come nei giochi – questa vibrazione è assolutamente invisibile.

Asus PG348Q
Anche il prodotto di Asus è più scuro nella parte alta, una conseguenza del posizionamento dei led in fila lungo il bordo inferiore. La variazione è però contenuta.
Asus PG348Q
La costanza cromatica è piuttosto buona, con soltanto l’angolo in basso a sinistra che raggiunge un E pari a 3,0. Il resto dello schermo ha variazioni nettamente inferiori.

Dopo la calibrazione le immagini appaiono solo leggermente più contrastate, il bilanciamento dei colori non cambia in maniera percettibile. Con i giochi le immagini sono sempre state perfettamente godibili, grazie anche all’efficacia del G-Sync. La curvatura del pannello è molto lieve e in posizione d’uso normale è praticamente irrilevante.

PRO Immagini luminose e con colori brillanti / Ottima calibrazione già di default / Mirino e contatore di fotogrammi

CONTRO I 10 bit per colore sono solo simulati

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO
Giornalista con background in Ingegneria Aerospaziale. Appassionato di tecnologia, fotografia e viaggi nelle terre fredde.