Amazon Drive

Amazon Drive non propone un accesso di base gratuito, ma l’offerta è comunque interessante e vale la pena di analizzarne pregi e difetti.

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Da qualche tempo nel mercato dei servizi di cloud storage è entrato un attore inaspettato: stiamo parlando di Amazon, il gigante del commercio elettronico che sta incrementando i servizi per i suoi utenti abbonati. Amazon Drive (questo è il nome del servizio di salvataggio e sincronizzazione remota) è infatti dedicato agli abbonati Prime, che tra le altre cose possono anche usufruire di spedizioni gratuite sulla grandissima maggioranza dei prodotti disponibili sul sito e accedere alla biblioteca di film, documentari e serie Tv Amazon Prime Video, con un canone annuo di 19,99 euro.

Amazon Drive
Amazon Drive offre a tutti gli utenti Prime uno spazio di archiviazione di 5 Gbyte; le foto, invece, possono essere caricate senza alcuna limitazione e senza perdita di qualità.

Amazon Drive non propone un accesso di base gratuito e non può quindi essere confrontato direttamente con gli altri protagonisti del settore: ma l’offerta è comunque interessante e vale la pena di analizzarne pregi e difetti. L’abbonamento di base, accessibile senza ulteriori esborsi per tutti gli utenti Amazon Prime, comprende uno spazio di archiviazione pari a 5 Gbyte, parte dei quali potrebbe però essere già occupata: al suo interno, infatti, si trova la cartella My Send-to-Kindle Docs, che raccoglie tutti i libri elettronici inviati ai lettori Kindle tramite la funzione Send to Kindle. In genere si tratta di pochi megabyte, ma è meglio verificare il contenuto di questa cartella ed eventualmente eliminare i file superflui.

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L’interfaccia Web è piuttosto semplice da utilizzare; al primo login i possessori di ebook Kindle ritroveranno la cartella che contiene i libri inviati con la funzione Send to Kindle.
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L’architettura di Amazon Drive include un cestino che conserva per 30 giorni tutti i file eliminati, ma non supporta la memorizzazione di versioni multiple per i file sincronizzati.

Per accedere ad Amazon Drive si può raggiungere la sua interfaccia Web all’indirizzo www.amazon.it/clouddrive, oppure scaricare il client di sincronizzazione per il proprio sistema operativo dalla pagina www.amazon.it/gp/drive/download-apps. Le applicazioni sono disponibili per Windows, macOS, iOS e Android. Il funzionamento è analogo a quello degli altri client per i servizi di cloud storage: l’agente tiene sotto controllo una cartella e ne sincronizza il contenuto con il file system remoto e poi con gli altri device connessi allo stesso account. L’accesso dai dispositivi mobile segue regole un po’ diverse: il client consente la navigazione tra i file, il loro scaricamento e la visualizzazione in anteprima dei formati più comuni.

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Foto Prime è la sezione di Amazon Drive dedicata alla memorizzazione delle immagini: offre uno spazio di archiviazione illimitato senza ricompressione dei file.
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Le funzioni dedicate alla gestione delle immagini sono abbastanza ricche: l’interfaccia Web propone anche una dotazione di strumenti di ritocco e ottimizzazione.

L’app per Android e iOS offre anche il backup del rullino delle foto: una delle caratteristiche più interessanti di Amazon Drive, infatti, è il supporto illimitato per la memorizzazione delle immagini. Al contrario di Google, Amazon non richiede neppure la ricompressione degli scatti, salvabili con la qualità e il formato originali. L’interfaccia di visualizzazione e organizzazione delle foto occupa una scheda separata rispetto a quella dedicata alla manipolazione dei file e offre strumenti per creare album, riorganizzare le immagini e addirittura per modificarle e ottimizzarne l’aspetto.

Il servizio include un cestino per recuperare i file cancellati per errore (fino a trenta giorni), ma non supporta invece il salvataggio di più versioni. Non mancano, invece, gli strumenti di condivisione tramite link. Chi avesse bisogno di andare oltre i 5 Gbyte compresi nell’abbonamento di base può scegliere tra molti piani a pagamento: il taglio minimo è pari a 100 Gbyte (costa 19,99 euro all’anno); passare a 1 Tbyte richiede un canone di 99,99 euro all’anno, mentre la dimensione massima è di ben 30 Tbyte, al prezzo non proprio popolare di 2.999,70 euro all’anno.

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