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Fake news: sicuri che sia falso?

Come si fa oggi a decidere se qualcosa è vero o meno? Come sappiamo se un’informazione è manipolata, strumentalizzata o semplicemente sbagliata?

Fake news: sicuri che sia falso? Gestire disinformazione, false notizie e conoscenza deformata
Titolo: Fake news: sicuri che sia falso? Gestire disinformazione, false notizie e conoscenza deformata / Autore: Andrea Fontana / Editore: Hoepli / Pagine: 304 / Prezzo: 24,90 euro

Testa o croce? Bianco o nero? Vero o falso? Sarebbe bello se tutto potesse ridursi a una manichea visione del mondo capace di contrapporre davanti ai nostri occhi soltanto due punti di vista e poter scegliere – poi – da che parte schierarci. Esistono anche le sfumature, anzi potremmo proprio dire che questo libro a modo suo parla di sfumature. Lì fuori nel mondo c’è il reale, ma non è solo: esiste anche il realistico. Ed è qui che entra in gioco questo libro. Ed è qui che nascono le sfumature. 

Come si fa oggi a decidere se qualcosa è vero o meno? Come sappiamo se un’informazione è manipolata, strumentalizzata o semplicemente sbagliata? Le fake news infatti non sono le notizie false, ma sono le notizie inventate, costruite ad arte per farci vivere e percepire una predeterminata realtà. A volte siamo noi che le inventiamo senza nemmeno accorgercene, diffondendo quella che si chiama mis-informazione. Altre volte lo fanno professionisti con il compito di creare scene di verità in precise operazioni disinformative o propagandistiche di cui siamo testimoni e spesso inconsapevoli diffusori.

Questo libro tenta di fare chiarezza sui modi in cui oggigiorno le notizie vengono create, diffuse e strumentalizzate, anche grazie a interviste a esperti di media, giornalisti e professionisti della comunicazione. L’autore, Andrea Fontana, spiega nel dettaglio, inserendo nel testo moltissimi esempi, come si alterano, manipolano e diffondono le notizie e inoltre accompagna il lettore all’interno di un viaggio particolare, quello del Fakeability Path. Si tratta di un modello usato per illustrare passo dopo passo il sentiero dellafinzionalità comunicativa, diventata cifra del nostro vivere e percepire sociale.

Non viviamo infatti nel reale, ma nel “realistico”, un racconto mediato del reale fatto di link, post, hashtag, filtri, immagini e meme. Qui la “verità” è una “percezione” che si basa sui racconti credibili che ne facciamo. Le regole della comunicazione sono profondamente cambiate, perché è mutato il paradigma di realtà dentro cui siamo stati educati. Non più vero contro falso, ma vero-falso insieme. Praticamente i due lati della medaglia che si affiancano. Un buco nero in cui non c’è lo spazio-tempo che si dilata e muta… ma ci sono i fatti e il mondo del realistico. Da leggere tutto. Assolutamente!  

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Nato a Roma il 3 giugno del 1981. Giornalista dal 2011, scrive prevalentemente di nuove tecnologie, sport, cultura, fumetti e attualità per la radio, la carta stampata e il web. Nel 2008 pubblica, per la casa editrice Tunué, Politicomics un saggio sul rapporto tra comunicazione politica e fumetti.