Test: WD Black, un disco a due facce, SSD e magnetico

In una sola unità  il meglio di due mondi: le prestazioni di un Ssd fuse con la capacità  di un disco magnetico. Ecco come funziona la soluzione di WD.

L’arrivo dei dischi allo stato solido ha rivoluzionato il settore dello storage in ogni sua parte, anche se per motivazioni differenti in ciascun ambito operativo. Nel segmento professionale il loro punto di forza è soprattutto il grande numero di Iops concorrenti eseguibili, mentre in ambito desktop e mobile è principalmente la velocità  di lettura e scrittura, unita alla ridottissima latenza, a rendere questi prodotti un toccasana per ogni sistema.

Il punto debole è, da sempre, la capacità  e il prezzo per Gbyte, decisamente superiore a quello di un disco meccanico. Se in ambito desktop questo limite può essere aggirato utilizzando un Ssd per sistema operativo e programmi e un disco magnetico per ospitare i dati (principalmente foto, video e musica) e i backup; su sistemi notebook spesso questa possibilità  è preclusa. Il problema è soprattutto tecnico, visto che la maggior parte dei notebook dispone di un solo slot per il disco, permettendo di installare un solo elemento, elettronico o meccanico che sia.

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Per colmare questa lacuna Western Digital ha presentato un nuovo prodotto, frutto della capacità  di ricerca e sviluppo dell’azienda in due distinti ambiti, in grado di coniugare in un’unica soluzione un disco allo stato solido e uno meccanico.

Il Black2 rappresenta infatti l’unione (ma non la fusione) di un disco allo stato solido con capacità  di 120 Gbyte e una parte meccanica da 1 Tbyte. Il tutto racchiuso nello spazio occupato solitamente da un singolo disco, con un’unica connessione Sata a pilotare questa unità  ibrida.

Il punto di partenza è il WD Slim che abbiamo recensito qualche mese fa, il primo disco meccanico ultrasottile di Western Digital, in grado di ospitare tutti i meccanismi necessari al funzionamento in uno spazio ridottissimo, con fattore di forma tradizionale da 2,5″ ma spessore limitato a soli 5 mm, poco oltre la metà  rispetto ai 9,5 mm dei prodotti tradizionali.

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