La sequenza di attacchi malware e problemi di sicurezza che si sono registrati nel corso dell’ultimo anno ha avuto, forse, un risvolto positivo: ha fatto crescere all’interno dell’opinione pubblica, anche quella meno attenta ai problemi relativi alla sicurezza, la consapevolezza dei rischi a cui sono realmente esposti i dispositivi informatici; non soltanto i server delle grandi aziende e delle infrastrutture critiche, ma anche (e forse soprattutto) i computer di casa e i telefoni delle persone comuni.

Una risposta interessante e innovativa viene da Acronis, che ha integrato nella nuova versione 2018 di True Image la tecnologia Active Protection (già vista nelle sue soluzioni di backup destinate all’utenza professionale), studiata proprio per contrastare e neutralizzare l’azione dei malware che cifrano i file dell’utente. Di primo acchito si potrebbe pensare che sarebbe meglio lasciare la protezione dai malware ai prodotti di sicurezza, ma in realtà lo specifico modus operandi dei ransomware va ad agire proprio nel campo d’azione di un software di backup e può vanificarne l’azione se non si prendono adeguati provvedimenti. Non è dunque un’invasione di campo quella compiuta da Acronis, ma piuttosto una scelta che può fare la differenza tra un pericolo scampato e un disastro informatico.

Per chi non lo conoscesse, True Image è uno dei software di backup più noti e longevi: è sul mercato dagli anni ’90 e ha iniziato la sua vita come tool dedicato all’imaging, ossia alla creazione di immagini binarie di interi dischi e partizioni. Questa funzione fa ancora parte degli strumenti offerti dal programma, che però può anche creare backup di singole cartelle e file. L’interfaccia è rimasta sostanzialmente immutata rispetto alle ultime release e, in effetti, non si sentiva l’urgenza di un cambiamento: l’impostazione delle finestre raggiunge un ottimo compromesso tra usabilità e completezza: in primo piano ci sono solo le funzioni più importanti ma le opzioni e gli strumenti avanzati restano comunque accessibili con pochi clic.

La funzione principale di True Image è il backup: come abbiamo accennato, si possono effettuare backup singoli o impostare job ripetuti (con diverse strategie di rotazione e consolidamento degli archivi), scegliendo tra una moltitudine di sorgenti; dischi e partizioni, file e cartelle, dispositivi mobile e perfino social network. Negli ultimi due casi, il backup riguarderà i dati personali contenuti al loro interno. Se vogliamo trovare un piccolo difetto, la funzione di backup di file e cartelle non offre strumenti guidati per individuare i percorsi e i file più importanti (le cartelle contenenti i documenti personali o i file di archivio del client email): l’utente può selezionare qualsiasi elemento del file system, ma deve sapere cosa cercare e dove trovarlo. La versione Premium di True Image propone anche una modalità di backup certificata, che utilizza una tecnologia blockchain per garantire la sicurezza e l’autenticità dei file memorizzati. Molteplici sono anche le possibili destinazioni: dischi locali, interni o esterni, partizioni dedicate, condivisioni di rete, connessioni Nas e server Ftp. Chi ha acquistato un abbonamento con spazio di memorizzazione online potrà effettuare il backup anche sui server di Acronis: l’offerta di base parte da 250 Gbyte e raggiunge i 5 Tbyte. Mancano, invece, connettori per sfruttare servizi di memorizzazione remota di terze parti.

Durante i nostri test abbiamo potuto riscontrare velocità di upload elevate, capaci di sfruttare a fondo anche le connessioni più potenti: la banda disponibile, in ogni caso, è molto inferiore a quella garantita dalle reti locali e limita inevitabilmente la quantità di informazioni trasferibili in maniera efficace. Una menzione a parte meritano le funzioni di backup dei social network: il pulsante locale rimanda l’utente alla console di gestione online, dove si può impostare il salvataggio dei dati memorizzati su Facebook e (novità di quest’anno) Instagram. Il backup avviene in remoto e può avere come destinazione soltanto lo spazio di memorizzazione cloud di Acronis. Più in generale, la console di gestione dei backup è un ottimo strumento basato sul Web che consente di controllare e configurare da un’interfaccia centralizzata tutti i computer, i dispositivi e i backup collegati allo stesso account Acronis.

Un abbonamento a True Image con spazio sull’Acronis Cloud consente di sfruttare al massimo anche altre funzioni: la sincronizzazione, per esempio, funziona in modo simile ai classici servizi di cloud storage; una cartella locale viene salvata in remoto e tutte le modifiche sono da qui propagate a tutti gli altri computer connessi allo stesso account. Lo svantaggio principale dell’implementazione di Acronis risiede nel fatto che tutti i computer connessi devono avere installata una copia di True Image e disporre della relativa licenza; la funzione di sincronizzazione propone anche una modalità diretta, che non si appoggia ai server cloud di Acronis; in questo caso, però, i computer da sincronizzare devono essere contemporaneamente attivi all’interno della stessa rete locale.

Anche la funzione Archivio può sfruttare lo spazio di memorizzazione nel cloud (oltre a un’unità esterna locale): analizza il file system del computer alla ricerca di elementi voluminosi e poco utilizzati, che possono essere spostati in un’altra posizione per liberare spazio sull’hard disk senza perdere la comodità d’accesso alle informazioni.

Come abbiamo già accennato, la novità principale della release 2018 è la funzione Active Protection: si tratta di un modulo software che rimane sempre attivo nel Pc e analizza il comportamento dei processi in esecuzione. Quando rileva azioni sospette, Active Protection blocca il processo e propone di ripristinare i dati compromessi per azzerare l’impatto del malware. Durante i nostri test, Active Protection ha identificato come sospetti alcuni processi che muovono e copiano molti file (come per esempio i software di sincronizzazione della fotocamera digitale), ma basta aggiungere i processi affidabili alla whitelist per evitare falsi positivi. La dotazione degli strumenti avanzati non mostra grandi novità rispetto alle ultime release e mantiene tutti i tool che hanno fatto apprezzare True Image anche agli utenti più esperti, come le funzioni di clonazione dei dischi (che ora possono lavorare anche sul disco di sistema senza bisogno di effettuare il boot da un’altra unità), l’Universal Restore per il ripristino delle immagini binarie su hardware diverso rispetto a quello di partenza e l’ottimo Try & Decide che consente di provare nuovi software e configurazioni diverse senza paura di compromettere il computer: una volta completate le modifiche il tool consente di decidere se mantenerle oppure se ritornare allo snapshot catturato all’inizio.

Novità interessanti si registrano nella creazione degli strumenti di ripristino avviabili: Rescue Media Builder offre una nuova impostazione, più semplice da utilizzare anche per gli utenti meno esperti, pur mantenendo tutte le opzioni che ne garantiscono la massima flessibilità. Interessanti sono anche gli strumenti di conversione dei backup, che permettono di trasformarli in hard disk virtuali nel formato di Hyper-V (Vhd/Vhdx).

True Image 2018 offre anche alcune funzioni di utilità per integrare al meglio i processi di backup con i computer portatili: si può impostare il programma per avviare i backup soltanto quando il computer è connesso all’alimentazione di rete e fermare i processi in corso (dopo un intervallo di 2 minuti) qualora il Pc venga scollegato.

L’offerta commerciale di True Image è simile a quella dello scorso anno, con un paio di novità significative: la versione Standard costa 49,99 euro per un computer ed è venduto con licenza perpetua senza le funzioni di backup remoto nel cloud. Allo stesso prezzo, la versione Advanced è proposta con un abbonamento di un anno, 250 Gbyte di spazio di memorizzazione nel cloud e gli strumenti per il backup remoto, tra cui la sincronizzazione e il backup dei social media. La versione Premium, infine, parte da 99,99 euro per un abbonamento di un anno con 1 Tbyte di spazio di memorizzazione remoto e alcune funzioni avanzate esclusive, come la certificazione blockchain dei backup dei file e le firme elettroniche per i documenti. Sono disponibili anche varianti per 3 o 5 computer e diversi livelli di abbonamento allo storage remoto, fino a un massimo di 5 Tbyte.

Qui sotto trovate una preview delle tante funzionalità:

1. Acronis True Image 2018 – Backup Cloud

La velocità di caricamento nel cloud è notevole, ma comunque inferiore rispetto a quelle ottenibili nella rete locale. I backup incrementali limitano le dimensioni dei trasferimenti successivi al primo.

2. Acronis True Image 2018 – Opzioni Backup

Chi vuole controllare nel dettaglio tutte le impostazioni dei backup può raggiungere la pagina delle opzioni, che offre una moltitudine di impostazione. Notevole, per la destinazione cloud, è quella che consente di scegliere il data center su cui salvare i dati.

3. Acronis True Image 2018 – Origine Backup

La funzione di creazione delle immagini binarie rimane ancor oggi uno dei fiori all’occhiello di True Image; mettere in sicurezza l’intero contenuto di un hard disk è semplicissimo.

4. Acronis True Image 2018 – Backup Certificati

Tra le origini di backup per la versione Premium di True Image c’è anche File da certificare, una tecnologia basata su blockchain che garantisce l’autenticità dei documenti salvati.

5. Acronis True Image 2018 – Archivia

La funzione di archiviazione analizza il contenuto dei dischi locali alla ricerca di file voluminosi e poco utilizzati, per poi spostarli nel cloud o su un disco esterno.

6. Acronis True Image 2018 – Sincronizzazione

La funzione di sincronizzazione può appoggiarsi allo spazio di memorizzazione remoto nel cloud oppure lavorare direttamente tra i computer attivi e connessi alla rete locale.

7. Acronis True Image 2018 – Active Protection

Active Protection è un modulo sempre attivo in background, che tiene sotto controllo tutti i processi in esecuzione e blocca automaticamente quelli che mostrano comportamenti sospetti.

8. Acronis True Image 2018 – Processi Sospetti

Active Protection può individuare come sospetti i processi che creano e spostano molti file; ma basta aggiungerli alla whitelist per evitare falsi positivi.

9. Acronis True Image 2018 – Strumenti

La finestra di selezione degli strumenti avanzati permette di raggiungere molti tool interessanti, tra cui quelli per clonare l’hard disk e per ripristinare un’immagine di backup su un altro computer.

10. Acronis True Image 2018 – Acronis Secure Zone

Secure Zone consente di creare una partizione di backup riservata all’interno dei dischi locali, che garantisce una migliore protezione dei dati memorizzati.

11. Acronis True Image 2018 – Media Builder

Il tool di creazione dei supporti avviabili di ripristino è stato rivisto e reso più intuitivo; la modalità Semplice consente di ottenere un disco o un pen drive avviabile con tre clic.

12. Acronis True Image 2018 – Dashboard Online

True Image propone una dashboard di controllo basata sul Web potente e ricca di funzioni; è uno strumento prezioso e niente affatto scontato per un prodotto indirizzato all’utenza consumer.

13. Acronis True Image 2018 – Backup Social Network

La funzione di backup dei social network si imposta dalla dashboard online; le informazioni possono essere salvate soltanto nel cloud.

Acronis True ImageTrue Image Standard, licenza perpetua a 49,99 euro;
True Image Advanced, abbonamento (1 anno, 1 Pc) a 49,99 euro
True Image Premium, abbonamento (1 anno, da 1 a 5 Pc) da 99,99 euro

PRO Interfaccia intuitiva e completa / Protezione contro i ransomware / Ottima dotazione di strumenti, anche avanzati

CONTRO Non supporta lo storage online di terze parti / La sincronizzazione richiede una licenza per ogni Pc

RASSEGNA PANORAMICA
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