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Add-On indispensabili per il browser

Redazione | 6 Maggio 2015

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Estensioni, componenti aggiuntivi, app, toolbar o bookmarklet: quale che sia la modalità  di implementazione, gli add-on per i browser stanno […]

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Estensioni, componenti aggiuntivi, app, toolbar o bookmarklet: quale che sia la modalità  di implementazione, gli add-on per i browser stanno vivendo un’età  dell’oro. L’utilizzo di componenti software aggiuntivi per potenziare le funzionalità  di un programma per la navigazione è la conseguenza del legame ormai indissolubile tra dispositivo e Rete, ma non solo: è il frutto di una filosofia che ha permesso agli sviluppatori indipendenti di lavorare su una piattaforma già  pronta e distribuire facilmente i loro software raggiungendo milioni di utenti attraverso i market e gli store dedicati ai vari browser. Il risultato è la possibilità  di colmare le mancanze dei software per la navigazione su Internet e creare con facilità  un ambiente di lavoro personalizzato aumentando la dotazione di strumenti a disposizione.

di Marco Schiaffino

ICON_EDICOLADefinire l’esatta funzione degli add-on per browser è diventato piuttosto difficile. Per alcuni il legame con la pagina Web e con il contenuto che si sta visualizzando è molto stretto, al punto che un utilizzo separato dal browser sarebbe impossibile. È il caso di estensioni come Ad Block Plus (per il blocco della pubblicità  invasiva nelle pagine Web) o come Wikipedia Search, che hanno la loro ragione d’essere proprio nello stretto legame con il programma per la navigazione. Altre volte le estensioni permettono di integrare all’interno del browser servizi indipendenti o software installati sul computer, offrendo nel peggiore dei casi semplici scorciatoie, ma più spesso funzioni aggiuntive che migliorano notevolmente l’esperienza d’uso complessiva. Esemplare in questo senso è Evernote Web Clipper, che consente di dare una marcia in più al noto software per la creazione e la gestione di note e appunti. In molti casi, come accade per Buffer (gestione pianificata dei post sui social network), la scelta di proporre una funzione come estensione piuttosto che in un software a sé stante (o come servizio proposto in una semplice pagina Web) deriva esclusivamente dalla maggiore versatilità  e praticità  d’uso garantita dall’integrazione nel browser. Insomma: spesso è più pratico fare clic su un’icona nella barra del browser piuttosto che aprire una nuova scheda e collegarsi a un sito.

Con la diffusione dei dispositivi mobili, inoltre, la trasversalità  delle operazioni è diventata una caratteristica abbastanza comune di tutti i servizi, e le ricadute si notano anche per quanto riguarda il mondo PC, in cui si preferisce utilizzare le estensioni per replicare l’esperienza d’uso delle corrispondenti App. La disponibilità  di estensioni e componenti aggiuntivi varia notevolmente a seconda del browser utilizzato. Firefox, da questo punto di vista, può essere considerato il pioniere del settore, prima di tutto perché il supporto alle estensioni è presente fin dalla versione iniziale. Complici la sua vocazione genuinamente open source e l’entusiasmo degli sviluppatori indipendenti che hanno collaborato alla sua crescita, Firefox ha contribuito più di tutti a diffondere l’abitudine a potenziare e personalizzare il browser attraverso i componenti aggiuntivi disponibili. Una strada che Google con il suo Chrome ha seguito solo dal 2010, incoraggiando a partire dalla versione 4 la realizzazione di estensioni che potessero rappresentare un valore aggiunto nella sua rincorsa (riuscita) al trono di browser più diffuso.

Sotto questo aspetto, Chrome ha potuto godere di una sorta di effetto feedback: nel corso della sua scalata al vertice della popolarità  (nel 2013, a poco più di 5 anni dal lancio, è diventato il browser più usato al mondo) è riuscito a suscitare l’interesse degli sviluppatori, che hanno contribuito notevolmente ad arricchire la collezione di estensioni disponibili. Da notare come buona parte di quelle più popolari siano, in realtà , degli adattamenti di componenti aggiuntivi originariamente creati per Firefox. Internet Explorer (IE) merita un discorso a parte. Il browser Microsoft non nasce certo sull’onda dello spirito collaborativo e, storicamente, le toolbar e i moduli aggiuntivi per IE sono stati appannaggio più che altro di chi cercava di inquinarlo con pubblicità  e strumenti indesiderati. Nulla di strano, quindi, che IE 11 sconti un ritardo sia dal punto di vista dell’offerta di strumenti sia dal punto di vista della qualità  nella gestione dei component aggiuntivi. Il secondo aspetto, in particolare, è quello più penalizzante. Buona parte delle estensioni disponibili per Chrome e Firefox differiscono tra loro solo per aspetti secondari, legati al layout del browser o al loro sviluppo.

Le versioni per Internet Explorer derivate da estensioni per altri browser hanno invece differenze più marcate e spesso richiedono procedure di installazione più scomode o invasive. Nella maggior parte dei casi si è obbligati a installare un’applicazione sul sistema operativo che viene collegata al browser attraverso una toolbar, con il risultato che il processo relativo, se non si disattiva l’avvio automatico, finisce per appesantire inutilmente il sistema operativo anche quando non si sta utilizzando il browser. È possibile che con Spartan, il nuovo browser Microsoft che farà  il suo esordio con Windows 10 le cose cambino, ma l’assenza di notizie certe riguardanti la gestione dei componenti aggiuntivi e il fatto che il nome in codice del nuovo browser sia IE 12 non lasciano molto spazio all’ottimismo.

L’elenco che vi proponiamo in questo articolo è una selezione di estensioni e componenti aggiuntivi scelti tra quelli più popolari e innovativi disponibili per i browser Windows più diffusi: Google Chrome, Mozilla Firefox e Microsoft Internet Explorer. Siamo certi che tra di essi ne troverete uno o più che ancora non conoscevate e vi permetteranno di usare meglio e con maggiore efficienza il vostro browser Web preferito. (…)

Trovate l’articolo completo su PC Professionale di maggio 2015