In Android 5 (Lollipop) sono state introdotte molte novità , tra le quali il nuovo linguaggio di definizione dell’interfaccia grafica Material Design, l’Android Runtime per l’esecuzione del codice Java che prende il posto della precedente macchina virtuale Dalvik e la gestione avanzata del risparmio energetico, nota con il nome di Project Volta. Sono inoltre state modificate la fruizione delle memorie esterne (come microSd e Usb Otg), l’archiviazione dei dati di accesso alle reti Wi-Fi e le routine di rendering per la riproduzione dei flussi audio/video Mpeg.
Con una serie di modifiche così estesa era inevitabile che si presentassero delle incompatibilità con le app preesistenti. Una delle difficoltà più comuni si presenta con l’utilizzo delle schede microSd per l’archiviazione dei dati. In passato le app potevano utilizzare queste memorie in maniera indiscriminata ma ciò le rendeva un veicolo di diffusione di virus e cavalli di Troia. Per eliminare questa possibilità sono state implementate delle politiche più restrittive riguardo all’accesso dei dati sulle memorie esterne e rimovibili.
Queste modifiche richiedono però che gli sviluppatori rilascino delle versioni aggiornate conformi alle nuove specifiche, in caso contrario le app potrebbero risultare limitate nella loro operatività o non funzionare del tutto. In molti casi per risolvere il problema è sufficiente rimuovere l’app e scaricarla nuovamente. Così facendo il package manager rileverà la versione attuale di Android e provvederà ad installare il software adeguato.
La stessa situazione può verificarsi con le app che utilizzano l’accelerazione per il rendering video oppure la macchina virtuale per l’esecuzione del codice Java: se l’app ha rilevato la configurazione con la versione precedente di Android è possibile che non sia in grado di operare nel nuovo sistema operativo mobile. Anche in questo caso nella maggior parte dei casi è possibile risolvere il problema rimuovendo l’app e reinstallandola da capo. Purtroppo sono noti alcuni casi in cui l’app, pur continuando ad operare senza malfunzionamenti evidenti, non riesce più ad entrare in sospensione oppure a rilasciare la Cpu una volta completato il proprio compito. Se si verifica questa eventualità l’app rimane costantemente attiva, aumentando il consumo di corrente. È questo uno dei motivi per cui molti utenti hanno segnalato una riduzione della durata della batteria dopo l’installazione di Android 5 Lollipop, nonostante i supposti benefici del Project Volta.
In base alle motivazioni sopra riportate, dopo l’aggiornamento ad Android 5 è consigliabile eseguire un “factory reset” del dispositivo, in modo da azzerare le configurazioni preesistenti e consentire una nuova rilevazione delle caratteristiche del sistema operativo mobile da parte delle app.
Questa operazione costringe l’utente ad eseguire il ripristino di molte impostazioni e configurazioni personali ma è il metodo migliore per ottenere un buon livello di affidabilità dal nuovo sistema operativo. Ricordiamo comunque che la funzione di sincronizzazione integrata in Android consente la reinstallazione automatica di tutto il parco software e anche della maggior parte degli archivi che contengono i dati dell’utente come, ad esempio, la rubrica, l’agenda, i dati delle app sviluppate da Google, il database dei messaggi Gmail, l’album fotografico di Picasa e così via. Purtroppo non esiste una procedura automatica per il trasferimento degli altri dati utente e delle informazioni contenute nelle app di terze parti che dovranno essere archiviate e reinstallate. Per questo motivo, al fine di prevenire perdite di dati prima di un “factory reset” è fondamentale eseguire un backup completo con software come Nandroid Backup.