Soffermiamoci su un dettaglio importante, tra le caratteristiche tecniche solitamente fornite per valutare la qualità di un monitor o di un display. Per determinare la dimensione ideale del pixel pitch (cioè la grandezza dei singoli pixel) per esempio di un led wall è necessario partire dalla distanza che si prevede intercorrerà tra lo schermo e lo spettatore. Supponendo infatti che quest’ultimo abbia una acuità visiva standard (cioè 10/10), si determina qual è la grandezza ideale del punti perché sia al limite della percezione visiva.
Qui sotto vi proponiamo la tabella con alcuni valori di pixel e distanza ottimale: per esempio, con un pixel pitch di un millimetro la distanza minima per lo spettatore è di 3,44 metri, valore che sale a 10,31 metri con un pixel di tre millimetri e a 17,19 metri con i punti ampi 5 mm.
Se si mantiene inalterata la distanza di visione e si aumenta la dimensione dei pixel, i singoli punti saranno percepibili dallo spettatore, che farà fatica a percepire l’immagine nel suo insieme, dato che la sua attenzione sarà prevalentemente concentrata sui singoli punti luminosi.
Se invece i pixel sono più piccoli l’osservatore non sarà in grado di vedere i dettagli più minuti, con un corrispondente spreco di pixel (e di denaro). Una volta stabilito il pixel pitch si passa a determinare il numero di punti luminosi in orizzontale e in verticale, così da definire la risoluzione dello schermo, che, per esempio, può essere conforme a uno standard video come Vga (640 x 480 punti), Pal 16:9 (1.024 x 576), Hd (1.280 x 720), Full Hd (1.920 x 1.080), Ultra Hd (3.840 x 2.160).