Cresce il numero di italiani che lavorano con eBay.it

6 Marzo 2008 di valeria.camagni  

Circa 4.500 imprese individuali e ben 2.000 Pmi con dipendenti traggono dalle vendite su eBay la loro prima o seconda fonte di ricavi. E’ questo il dato che emerge dall’ultima ricerca condotta da Research International per conto di eBay.it. Rispetto all’analogo sondaggio condotto lo scorso anno è emerso che il numero degli italiani che vivono delle vendite su eBay è cresciuto di oltre il 100%, passando da 8.033 a oltre 16.500 in soli due anni.

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Di questi ben 14.500 hanno la loro fonte primaria di reddito dall’ attività di vendita su eBay, gli altri invece sono dipendenti di un’impresa che opera su eBay.it. Positivo anche l’impatto dell’e-commerce sull’occupazione nelle pmi: circa una su tre delle 4.500 imprese individuali prevede di assumere personale nei prossimi due anni. Il 17% dei proprietari delle Pmi (circa 1.000 persone) ha addirittura lasciato la propria occupazione per potersi dedicare a tempo pieno alla nuova attività imprenditoriale su eBay. Cresce insomma a tassi record (+ 223%) il numero di piccole imprese italiane su eBay.it
I vantaggi per chi ha messo in piedi un’attività di vendita su eBay.it sono numerosi: aumento dei volumi di vendita (per il 47%), raggiungimento di acquirenti internazionali (per il 43%), miglioramento della redditività (per il 27%). Tra le categorie di vendita maggiormente rappresentate dagli imprenditori intervistati spiccano Audio/TV/Elettronica (il 21%), informatica e palmari (il 20%), abbigliamento e accessori (il 17%) e Auto/moto/scooter (il 17%).

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Commenti

3 commenti a “Cresce il numero di italiani che lavorano con eBay.it”
  1. Flyerduck says:

    Scusate lo scetticismo, ma di una ricerca commissionata da eBay che sciorina dati trionfalistici sul committente mi fido davvero poco.
    Anche io posso portarvi uno studio del centro ricerche pinco pallo che attesti che il traffico verso il sito web di Flyerduck è raddoppiato nell’ultimo anno e addirittura quintuplicato se vengono raffrontati gli hits.
    Peccato che si tratti soprattutto di attacchi DOS… :D
    Scherzi a parte, sembra proprio un’operazione di marketing per risollevare un po’ le quotazioni del famoso sito di aste on-line, che non sembra davvero godere del suo migliore momento di gloria: venditori professionali scontenti a causa di tariffe non proprio economiche e del mutato metodo di feedback che li esclude dal poterne dare di negativi, monopolio di Paypal come metodo elettronico di pagamento (che tassa in percentuale le vendite), scarsa tutela dalle inserzioni fraudolente (è quasi nullo il controllo alla registrazione degli utenti) e per finire la concorrenza molto competitiva dei siti web di e-commerce diretto.
    Personalmente so come difendermi dai cattivi affari, ma ad esempio non esiste un solo capo d’abbigliamento originale tra quelli in vendita… E sapere che molte potenziali “wanne marchi” hanno “… addirittura lasciato la propria occupazione per potersi dedicare a tempo pieno alla nuova attività imprenditoriale su eBay…” non è che sia una notiziona. IMHO.

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  2. victor78 says:

    se la guardia di finanza controllasse bene ebay avrebbe gia chiuso per assenza di inserzionisti!
    non so per gli altri settori ma per quello elettronico ho visto che quelli piu’ onesti hanno i prezzi con un 20% medio di sconto rispetto a negozi fisici o eshop famosi, come dite l’iva in italia e’ al 20%?? ma dai??,

    poi hai delle tariffe assurde per le inserzioni….

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  1. [...] fatturato della propria pmi o del proprio negozio di artigianato (interessante quanto emerso da una recente indagine…)? O siete solo acquirenti in cerca di spuntare un buon prezzo, come nessuno vi potrebbe [...]



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