Dopo anni di tradizioni seguite alla lettera, in cui Steve Jobs ha tenuto personalmente la conferenza di apertura del MacWorld Expo di gennaio, è ora di cambiare. Il keynote di apertura sarà infatti presenziato da Phil Schiller, vicepresidente dell’azienda e tra i più accreditati successori del leader carismatico di Apple qualora dovesse “mollare il colpo”.
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Steve Jobs scherza sulla propria salute in uno degli ultimi eventi AppleÂ
Questo MacWorld sarà inoltre l’ultimo al quale Apple parteciperà in maniera diretta, dato che l’evento, organizzato non dall’azienda stessa ma da altri, iniziava a pesare ad Apple che, ad ogni edizione, era tenuta a mostrare qualcosa di nuovo pena la disapprovazione degli utenti e le conseguenti ripercussioni in borsa.
Dal prossimo anno Apple organizzerà direttamente degli eventi a date scelte dalla stessa, in maniera da informare tempestivamente gli utenti di nuovi prodotti o annunci importanti, senza rischiare di lanciare prodotti immaturi o dover far attendere gli utenti più del dovuto, evenienze più che probabili quando vengono fissate prima le date degli eventi che quelle del lancio effettivo.Â
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Povera Apple….
A parte gli scherzi la crisi economica si fa proprio sentire…
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Beh, a ogni meeting a cui partecipo conto i Mac e i PC aperti sul tavolo e per la prima volta in anni capita spesso che siano in parità .
Questo vuol dire che, almeno fra i professionisti del web, Apple ha preso piede. Contando questo e le decine di milioni di iPod e iPhone venduti, per tacere di iTunes, direi che parlare di crisi può essere esagerato.
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Il fatto che Apple abbia capito che c’è la necessità di presentare le novità ogni volta che sono pronte e non a cadenze prestabilite da una serie di meeting tematici, la reputo una cosa utile. Anche perchè diventa sempre più difficile nascondere tutto per fare baraonda al MacWorld, ormai col web le indiscrezioni escono e quindi l’effetto sorpresa si perde.
Ma soprattutto Apple non può più aspettare i MacWorld per presentare 1 prodotto alla volta. Seguendo questa politica Apple ancora non ha ancora presentato un NetBook, ed il mercato sembra quasi saturato, con Acer che ha rimontato e superato Asus, e con contender come MSI e HP che si rafforzano, Dell che entra…
Detto questo, l’assenza di Steve Jobs è preoccupante, perchè rafforza le voci di una sua malattia, e questo è un colpo per l’azienda, che già ieri ha perso il 2.5% al Nasdaq. Non so se è lecito o meno che gli analisti valutino l’azienda sulla salute del suo CEO, ma il fatto è che Jobs non è uno qualunque. Tutti ricordiamo cosa era Apple quando lui è stato allontanato, e cosa è ritornata ad essere quando ha ripreso le redini del comando. Jobs è uno dei geni dell’informatica degli ultimi anni, sicuramente pù di Bill Gates, Jobs è il genio, Gates il metodo, due grandi alla pari, ma proprio perchè Jobs rappresenta il genio è difficilmente sostituibile, ed è il valore aggiunto dell’azienda.
Spero per lui e per noi, che le “voci sulla sua morte siano eccessivamente esagerate”, perchè può ancora dare motlo all’informatica con le sue visioni!
Per quanto riguarda il comnto di Costabile, è vero che i Mac sono aumentati, ed è legato anche al fatto che il motore Intel li rende compatibili con Windows, e molti installano il doppio sistema, sopperendo alla mancanza di software e compatibilità in alcuni settori.
E credo che sia anche ora che Apple si confronti con gli altri produttori, chiudendo questi eventi monomarca, e confrontandosi con le grande fiere dell’informatica, e con i prodotti e le novità dei concorrenti. Personalmente credo che abbia raggiunto la massa critica per reggere il confronto.
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