AMD, dopo l’esperienza maturata in ambito server con i processori Istanbul a sei core operativi, si appresta a portare anche in ambito desktop tale tecnologia, rispondendo ai piani di Intel che progetta di fare altrettanto con il prossimo six core Gulftown (Core i9).
AMD intende proporre sul mercato un processore chiamato con nome in codice Thuban e il probabile nome commerciale di Phenom II X6 a partire dalla seconda metà del 2010. Il processore sarà studiato per funzionare sul socket AM3 (e forse AM2+), integrerà un controller di memoria dual channel, 3 Mbyte di cache L2 (512 Kbyte per core) e 6 Mbyte di cache L3 condivisa, riprendendo il disegno architetturale di Istanbul.

La frequenza operativa del top di gamma dovrebbe aggirarsi intorno ai 3 GHz, grazie all’ormai collaudato processo produttivo a 45 nm di Globalfoundries.
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Ok, ammetto una certa ignoranza in materia ma non posso fare a meno di chiedermi: “che me ne faccio di 6 core?”.
Lo so che esistono alcune applicazioni che traggono giovamento da cose come queste (se devo fare un grosso rendering più core ho meglio sto, stessa cosa per alcuni tipi di simulazioni scientifiche), ma ll’utente medio cosa gliene viene?
Che io sappia (se mi sbaglio avvisatemi) i software di uso comune capaci di sfruttare anche solo 2 core sono una netta minoranza. La stragrande maggioranza dei programmi che usiamo sono scritti, pensati e compilati per singoli core a 32 bit. Due core fanno ancora comodo per il multitasking (mentre un core è occupato fino a scoppiare io posso comunque controllare la posta) ma 6? Cui prodest?
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Fortunatamente negli ultimi anni gli sviluppatori hanno iniziato a scrivere codice multithread, spinti soprattutto dai produttori di Cpu che, finita la rincorsa ai MHz, hanno iniziato quella ai “Core”.
Ad oggi la maggior parte dei programmi “nuovi”, appena rilasciati o in sviluppo, è progettato in ottica multicore, limitatamente a 2 thread. I software più “vecchi” sono limitati a 1 core.
Nella pratica il passaggio da 1 a 2 core rivoluziona nettamente l’esperienza, dato che uno di essi può essere utilizzato dai programmi tradizionali e l’altro da quelli in background, evitando molti problemi presenti in passato.
Da 2 a 3 o 4 core le cose migliorano anche se di poco; mentre verso i 6 core immagino che il passaggio non sia molto percepibile (sempre tenendo presente un utilizzo “comune” del PC, senza rendering o montaggi video o simili).
In futuro però le cose cambieranno, i programmatori vedendo 4-6-8 o 42 core a disposizione, scriveranno i programmi in modo da sfruttarli. Per questo ci vuole però un pò di tempo, software avanzati non si scrivono in 2 mesi ma bensì in due anni. E due anni fa non si poteva iniziare a sviluppare pensando a processori che erano solo immaginati.
In ambito server le cose sono decisamente diverse, e 6 core sono sicuramente utilissimi. I produttori di Cpu infatti producono Cpu di questo tipo prima per server (Xeon a 6 core esistono da tempo, così come le Cpu AMD Istanbul). Ovviamente il know how resta disponibile e, dopo poco, i produttori rendono disponibili Cpu simili anche per desktop.
Tempo al tempo anche 6 core verranno ben sfruttati, ma non è certo possibile per i produttori attendere che ci siano i software per presentare Cpu del genere; gli sviluppatori lavorano infatti sull’hardware attuale e non su quello chee ci sarà tra 2 anni.
Il discorso è simile a quello delle schede grafiche; nonostante le DirectX 10 siano disponibili da tempo i giochi che le supportano non sono moltissimi. Lo stesso accadrà con le DX11 di prossima uscita: le schede con il supporto DX11 saranno utilizzate dai giochi tra 1 o 2 anni, qualcosa si vedrà anche prima, ma per fare le cose al meglio (in un mondo come quello informatico regolato da ritmi frenetici) serve tempo.
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Bè, forse al momento per videoediting, rendering ed altro è meglio avere 4 gpu che 4 cpu. Forse allo stato attuale e per ancora 1 o 2 anni 2 cpu pompate a dovere ( tipo phenom II 550 portato a 4 Ghz) corredada da un bel crossfire con 2 gpu 4870 si ha potenza a sufficienza spendendo anche poco
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@cdtatoo: per il poco che ne so per fare un rendering le cpu sono più importanti delle gpu. Le gpu fanno miracoli sul “quick-and-dirty” (che poi è quello che serve ai videogiochi) e possono essere usate per accelerare alcune funzioni ma gli algoritmi di rendering che conosco (prendiamo per esempio il “Metropolis light transport”) necessitano di generare una quantità enorme di numeri pseudo-casuali. Attività che le gpu (al contrario delle cpu) gestiscono male.
@Davide Piumetti: siamo d’accordo che in futuro i software sfrutteranno i molti core disponibili ma la domanda è “quando sarà questo futuro”? Prendiamo il caso dei processori a 64 bit (che esistono da tantissimi anni): Apple ha fatto il passaggio ai 64 bit (quello vero) solo con l’ultima release del suo sistema operativo e Microsoft lo farà solo con Windows7. Linux ha da tempo versioni a 64 bit ma sono sempre un capello meno stabili delle loro controparti a 32. Insomma, se il momento in cui i software useranno la potenza di 4 core arriverà fra 4-5 anni e quelli che ne sfrutteranno 6 fra 7-8 allora direi che per un bel pezzetto mi avvantaggerò del calo di prezzo delle cpu dual core, che verranno sempre più catalogate come “entry level” ed usate su macchine di fascia bassa ma le cui prestazioni saranno, per utilizzi “normali” di un computer, indistinguibili da quelle di pc molto più carrozzati.
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Il problema è che questo “bestione” di 346 mm^2 non potrà combattere con Gulftown di Intel. Quest’ultimo avrà un die size probabilmente inferiore ai 250 mm^2, con frequenze di 3,2 Ghz e oltre. Minore costo produttivo con prestazioni superiori indicano una virata generale verso Intel nel 2010, almeno finchè AMD non introdurrà il 32 nm o Bulldozer.
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