È stata approvato ieri dal Ministero dei beni Culturali il decreto Bondi sull’equo compenso, che il ministro aveva firmato lo scorso 30 dicembre. Com’è noto il provvedimento, già ampiamente annunciato, prevede un’estensione dell’equo compenso (ovvero di quella fee che viene applicata ai dispositivi elettronici in grado di riprodurre materiale coperto da copyright) anche a nuovi supporti come chiavette usb e cellulari. Il nuovo decreto introduce inoltre il discutibile principio per cui l’importo dell’equo compenso cresce proporzionalmente alla capacità di memoria degli apparati.
L’allegato tecnico che contiene le novità lo specifica chiaramente: prendiamo ad esempio la memoria o l’hard disk integrato in un lettore Mp3: il compenso cresce con l’aumentare dei Megabyte: da 128 a 512 Mbyte si paga 2,21 euro, da 512 a 1 Gigabyte 3,22 euro, da 1 a 5 GByte 5,15 euro e cosiì via. Per le memorie trasferibili o removibili ad esempio la tassa è pari a 0, 05 euro per capacità da 32 MByte a 5 GByte, oltre i 5 GByte si paga 0, 03 euro. Chiavette Usb seguono lo stesso principio: da 256 MByte a 4 GByte il compenso per Gigabyte è di 0,10 euro, oltre è di 0,09.
In queste ore sono giunte proteste da tutte le associazioni di categoria e in paerticolare Confindustria Servizi, Anie (imprese elettrotecniche ed elettroniche), e Assinform sottolineano come «il consumatore sia gravemente penalizzato dal nuovo metodo d’imposizione in quanto si vede costretto a pagare almeno tre balzelli (sui contenuti digitali acquistati, sull’apparecchio, sul supporto digitale), a prescindere dall’effettiva utilizzazione, che farà effettivamente degli apparecchi acquistati».
Per giunta la crescita della tassa in funzione delle performance del prodotto è una chiara penalizzazione dell’innovazione, che non esiste in un nessun paese al mondo.
Una ulteriore penalizzazione introdotta dal decreto – continua Confindustria – è la sua estensione a tecnologie (cellulari, PC, decoder, game console) che non hanno come funzionalità principale la duplicazione di contenuti digitali. Il legislatore, nel giustificare tale estensione, si richiama alla situazione europea dove però 23 Paesi su 27 non prevedono alcun compenso sui telefoni cellulari mentre i PC sono tassati in un solo Paese e nessuno tassa le game console.
Per giunta in Italia i contenuti video e musicali fruiti da cellulare prevedono già delle forme di remunerazione delle licenze sotto forma di abbonamento. le associazioni chiedono al Ministro Bondi di rivedere il decreto che come unico vantaggio ha quello di arricchire le tasche della Siae.
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[...] è una chiara penalizzazione dell’innovazione, che non esiste in un nessun paese al mondo”, commenta Confindustria. I presidenti di Confindustria Anie (imprese elettrotecniche ed elettroniche) Guidalberto Guidi, di [...]
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Dinanzi al più totale sconforto per un Paese che anzichè progredire regredisce, mi pongo una domanda e la giro ai lettori e a chi saprà rispondere: se io acquisto un dispositivo (penna USB, hard disk esterno, lettore MP3 et similia soggetti alla tassa) al di fuori dei confini nazionali devo comunque pagare l’equo compenso ?
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Per le memorie trasferibili o removibili ad esempio la tassa è pari a 0, 05 centesimi di euro per capacità da 32 MByte a 5 GByte, oltre i 5 GByte si paga 0, 03 euro cent.
Mi sembra strano che all’aumentare della capacita’ diminuisca il balzello. Oppure si parla di “prezzo” al GB?
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Chiavette Usb seguono lo stesso principio: da 256 MByte a 4 GByte il compenso per Gigabyte è di 0,10 centesimi di euro, oltre è di 0,09.
In ogni caso a mio avviso si tratta di cifre piuttosto ridicole; p.es. se una chiavetta da 4GB oggi costa 10 euro all’entrata in vigore dell’equo compenso costerebbe 10,004 euro (0,10 centesimi di euro sono 0,001 euro).
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Magra consolazione: la console e la chivetta da 16GB sono state acquistate prima che ‘sta cacchio di tassazione prendesse il via…
aspetta: non sarà mica retroattiva tutta ‘sta popò di roba… o_O
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che tristezza..e dire che un tempo eravamo un popolo di inventori e luminari
che periodo nero…
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@ cesco67: tutti i prezzi sono riferiti ad 1 GB. Per avere maggiori informazioni, basta scaricare il documento tecnico linkato sull’articolo.
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E’ ancora peggio di una “penalizzazione”.
E’ l’imposizione pura e semplice dell’ennesima tassa di possesso (avete un’auto che non circola? Pagate lo stesso anche se non inquinate… Ma avevate già pagato l’IVA all’acquisto) relativa a beni che solo potenzialmente possono ospitare materiale soggetto al diritto d’autore. Altro che “equo compenso”, tutti dovranno pagare a prescindere dall’utilizzo delle loro memorie, come già per i CD. Ma io li uso solo per il backup delle MIE fotografie…
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Siamo messi proprio bene…
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Ho letto l’allegato tecnico (ieri sera non avevo visto il link…)
Nell’articolo sono sbagliate tutte le cifre; nel link si parla di euro, non eurocent
A questo punto anche io mi ritengo ulteriormente vessato da un sistema a dir poco assurdo…
Oltre al resto penso alle varie schede per le fotocamere, che senso ha tassarle se l’uso e’ per lo piu’ di storage temporaneo di fotografie (nel senso che una volta scaricate nel PC o in un CD viene cancellata)? Non credo che ci sia qualcuno che abbia pianificato il backup di file audio/video su tali supporti…
Bah, lasciamo perdere che altrimenti mi escono brutte parole e potrei anche essere denunciato
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@nicola.88 Tu scrivi: ” se io acquisto un dispositivo al di fuori dei confini nazionali devo comunque pagare l’equo compenso ?”
Mi sembra purtroppo tipicamente italiano questo atteggiamento: “La legge è ingiusta e io faccio quello più furbo”. Con questo atteggiamento le leggi ingiuste rimangono, e non solo questa. L’arte di “trovare un’altra strada” la trovo davvero avvilente.
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Ma lo avete visto Bondi ???? ma che ne sa di digitale memorie rom, ram, Hard disk ( per lui questo è un film porno) memorie SD ecc. ecc….sicuramnte a casa avrà ancora il telefono della SIP quello con la rotella gigante analogico. Mah di questo passo altro che ammodernamento del paese…. meglio < il movimento a 5 stelle > chissà che sia la volta buona che riusciamo a liberarsene di questi burocrati parassiti incapaci.
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Un vero e proprio Salasso!
Leggendo l’allegato tecnico mi sembra di capire che per un Hardisk oltre i 250 Gb si pagano € 28,98 di Equo Compenso! Quasi quanto il costo dell’Hardisk ivato….. Hardisk che uso per lavorare!
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@ cesco67: Grazie per la segnalazione, abbiamo provveduto a correggere l’errore.
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Per la legge, che dire… vergognosa… si pagano balzelli ad ogni livello e con ogni pretesto. Spero che le associazioni dei consumatori facciano sentire la loro voce.
L’articolo lo trovo poco chiaro: non era meglio fare qualche esempio concreto con dispositivi noti/famosi, confrontando il prezzo di “Ieri” con quello di “domani”?
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Mi piacerebbe trovare sul prossimo numero di PC Professionale una tabella comparativa della realtà Italiana con quella degli altri paesi dell’Unione Europea (visto che c’è la libera circolazione di Beni e Persone all’inerno dell’UE) compreso San Marino. E gli Stati Uniti cosa stanno facendo per arginare il mancato introito da file-sharing illegale?
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Siamo alla pura follia..
Ma vedete le lobbies che effetto devastante hanno?? Se non erro la SIAE è nata in pieno regime fascista e ha sempre vissuto all’ombra dei vari governi: destra, sinistra, centro… alto, basso.. Tanto che differenza c’è??
Se Bondi non si intende di Tech, e non è una colpa, poteva almeno chiedere a dei tecnici.. e VOGLIO CREDERE, per la sua onestà intellettuale, che l’abbia fatto.
Ma se l’ha fatto allora il problema è un altro.. e ritorniamo alle lobbies..
Ma.. è l’opposizione?? Che si oppone a tutto tranne che ai provvedimenti che vessano il cittadino?? Forse anche per lei, la SIAE… si sa..
L’ itaGlia non se ne libererà mai, come non si libererà mai “…di parassiti senza dignità..” come dice Franco Battiato.. Dunque la strada E’ quella di trovare scorciatoie come dal post di marcoremillardi. Del resto è così che per secoli, e anche ora, gli itaGlioti cercano di sopravvivere..
Sapete la RAI cos’ha risposto a un mio amico che gli chiedeva quali sono i dispositivi da parificarsi ai televisori?? Che anche un videocitofono dovrebbe pagare il canone perchè ha un video. Se avete una lavatrice col display ricordatevi di pagare il canone RAI.. oltre alla tassa sulle SD che usate nella macchina foto (ma… paga il canone RAI anche lei?? ..)
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Al di là delle scontate considerazioni sull’iniquità del presupposto di base oltretutto offensivo (compro un CD/DVD/masterizzatore ergo sono un pirata informatico), il buon ministro ha una vaga idea dei costi che si aggiungeranno alla stessa pubblica amministrazione (decine di migliaia di CD/DVD/HD per lo storage dei dati, per non parlare di server e PC)?
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