Le due nuove fotocamere reflex digitali del produttore giapponese si sbarazzano dello specchio ribaltabile a vantaggio di uno fisso semitrasparente.
Le nuove Sony Alpha 55 e 33, dotate rispettivamente di un sensore Exmor APS HD CMOS da 16.2 e da 14.2 Megapixel, dispongono di un mirino elettronico di precisione Tru-Finder, autofocus a rilevamento di fase a 15 punti, uno schermo orientabile da 3 pollici (16:9) e alcune funzionalità aggiuntive come l’Auto HDR (sequenza di tre fotogrammi con impostazioni di esposizione differenti che generano un’unica immagine dal grande contrasto dinamico), la funzione 3D Sweep Panorama (per catturare vedute paesaggistiche con un grande campo visivo), e soprattutto la possibilità di registrare 1080i in formato AVCHD con autofocus continuo durante la ripresa.
La Sony α55 è in grado di scattare a risoluzione piena fino a 10 fps con tracking autofocus, mentre la α33 si “ferma” a 7 fotogrammi al secondo. Entrambe le fotocamere hanno un flash integrato a scomparsa e supportano schede di memoria SDHC/SDXC e Memory Stick PRO Duo. Il modello α55, inoltre, è dotato anche del Gps interno per il geotagging. Le nuove Alpha α55 e α33 Single Lens con tecnologia Translucent Mirror (SLT) di Sony saranno disponibili da ottobre 2010.
Fin qui le caratteristiche “standard” della due nuove Alpha di Sony. La vera novità di entrambi i modelli è però la tecnologia a specchio traslucido. Più che di una novità, si dovrebbe parlare di un ritorno visto che il sistema rivede in chiave moderna quello presente sulle reflex Canon Pellix del 1965, e riproposto sui modelli EOS RT del 1989 e EOS-1N RS nel 1995.
Translucent Mirror Technology
Dalle Sony α55 e α33, in pratica, sparisce il tradizionale specchio ribaltabile sostituito da uno fisso ma semitrasparente (1) che riflette la luce contemporaneamente, e senza interruzioni, sia verso il sensore immagini principale (2) sia verso il sistema autofocus (3). Una tecnologia che permette così di visualizzare l’anteprima dell’immagine, con una messa a fuoco automatica a rilevamento di fase, tramite il display o il mirino (4) sia durante le raffiche sia durante la ripresa dei filmati.
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Sulla carta si tratta di una soluzione molto interessante: sensore molto performante anche ad ISO elevatissimi (si parla di scatti utilizzabili anche a 6400 ISO) e mirino elettronico migliore di tanti mirini ottici di reflx entry level…
Si tratta di verificare sul campo cosa implichi l’avere un filtro sempre presente tra lente e sensore, che di fatto devia il 30% della luce normalmente diretta al sensore verso il sistema autofocus. Ma con l’escursione ISO vista sopra, credo proprio che non sia un problema
Questa soluzione ha permesso a Sony di sfornare due corpi macchina di dimensioni comparabili alle Panasonic G1/G2 mantenendo la piena compatibilità con il parco lenti esistente delle Alfa, non male secondo me…
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