Abbiamo incontrato Cosimo Sansalone, responsabile della divisione ICT di Openjobmetis, e Laura Aloe, Specialist della divisione per capire quali sono le figure professionali più ricercate dal mercato.

Voi operate sul mercato complessivo e vi raffrontate quindi con aziende che operano in settori diversi, non solo informatici. Quali sono le richieste che vi fanno?
Abbiamo due grandi macro categorie: gli sviluppatori e i sistemisti. Per quanto riguarda lo sviluppo negli ultimi due o tre anni quello che viene maggiormente richiesto sono figure professionali specializzate nelle tecnologie del momento, cioè Java e J2ee (Java 2 Enterprise Edition). Per quanto riguarda invece i sistemisti la richiesta è più diversificata anche se la domanda è spesso di sistemisti abituati a lavorare in ambiente Microsoft con un profilo il più delineato possibile.

Quindi è terminato il tempo della domanda di tecnici tuttofare?
Sicuramente sì perché la richiesta è di persone con certificazioni, per esempio Microsoft Server o certificazioni legate alle reti locali. Insomma le aziende cercano persone qualificate e specializzate. Questo in realtà  è il problema su cui ci dobbiamo scontrare: nel momento in cui c’è una domanda da parte di un’azienda non sempre l’offerta sul mercato è adeguata ma noi della divisione ICT cerchiamo di trovare la soluzione su misura.

Quindi come fate?
La parte più importante per noi che operiamo nel reclutamento di profili per il settore ICT è quella di avere un confronto diretto con l’azienda per avere il massimo delle informazioni sulla figura da ricercare. Dobbiamo capire su quali tecnologie deve lavorare la persona, il grado di esperienza e autonomia che deve aver maturato, se deve provenire da un settore specifico magari non informatico. Dobbiamo aver chiaro anche l’investimento che la società  può mettere sul piatto per quella persona. Inoltre è importante avere un quadro del contesto in cui opererà  la risorsa, perché noi lavoriamo con società  il cui core business è nell’informatica ma anche con molte aziende che fanno altro e hanno esigenze diverse.
Con tutti questi dati in mano possiamo muoverci alla ricerca della figura richiesta creando degli annunci che siano esaustivi ma soprattutto comprensibili, e decidendo i canali di reclutamento da sfruttare.

Foto del corso di formazione realizzato in collaborazione tra Advanced Global Solution AGS e Openjobmetis
Foto del corso di formazione realizzato in collaborazione tra Advanced Global Solution AGS e Openjobmetis

Usate canali diversi a seconda della richiesta?
Assolutamente sì, perché i canali sono tanti e si rivolgono a figure professionali molto diverse tra loro. Un conto è cercare un profilo junior, come un neo laureato o diplomato, un conto è trovare una persona specializzata e che magari lavora già  in un’altra azienda. Per la nostra attività  di recruting utilizziamo diversi canali. Per i profili più specializzati ci rivolgiamo a LinkedIn e a siti strettamente legati al mondo dell’ICT. Per i profili junior, invece, sfruttiamo maggiormente siti generici di ricerca lavoro e i social network. Un altro canale fondamentale e valido per entrambi i profili è il nostro sito Internet che offre un’alta visibilità . Ma abbiamo anche la fortuna di reclutare candidati sul passaparola: il candidato che abbiamo inserito qualche anno fa e che si è trovato bene con noi spesso ci presenta l’amico che cerca o vuole cambiare lavoro in ambito informatico.

Ma cosa vi contraddistingue dagli altri recruiter?
La presenza capillare sul territorio. Mi spiego meglio. Se ci sono delle società  di reclutamento locali, presenti per esempio in una certa città , noi saremo meno visibili di loro proprio perché la territorialità  è la loro forza. Ma noi possiamo fare ricerche di una figura professionale per una data città  sfruttando la disponibilità  che le persone hanno di spostarsi. Per esempio, possiamo incontrare la domanda di un ragazzo che si è laureato a Enna, dove c’è una facoltà  spettacolare, che ha problemi perché la sua zona offre poche opportunità  di lavoro ed è quindi disposto a trasferirsi a Milano, a Padova o in un’altra città . Insomma, la nostra forza è quella di poter allargare il bacino di riferimento.

Preferite trovare candidati già  pronti da inserire in azienda o persone da formare?
Entrambe le cose. Se troviamo un candidato che ha caratteristiche speculari alle esigenze dell’azienda il gioco è fatto e il processo è sicuramente più veloce, ma non sempre ciò è possibile, sia per la mancanza di una figura specifica sia per la disponibilità  finanziaria che il cliente mette in gioco. Faccio un esempio. Qualche tempo fa ho lavorato con un famoso istituto di credito online che cercava un software architect con conoscenze della tecnologia Java ma che avesse maturato una forte esperienza nel settore finanziario. Ma non solo, la figura professionale doveva provenire da realtà  consulenziali. Ci siamo resi conto subito che trovare una figura di questo tipo era quasi impossibile perché il grado di esperienza riscontrato era sempre al di sotto delle aspettative aziendali mentre la richiesta retributiva era sempre molto alta. Quindi abbiamo proposto all’azienda di valutare persone che avessero potenziali di crescita, quindi non un software architect con esperienza che aveva magari poche competenze nel settore finanziario e costava molto ma degli ingegneri informatici con qualche anno di esperienza Java che avrebbero potuto diventare l’architetto che la banca cercava perché formati all’interno del settore finanziario dell’azienda. Quindi un percorso formativo e di crescita personale, professionale e di stipendio.

Quindi il problema del cliente è fondamentale per voi?
Certamente, e in un modo o nell’altro vogliamo risolverlo. Faccio un altro esempio. Una società  di consulenza informatica che lavora con uno dei colossi nazionali di transazioni bancarie aveva la necessità  di inserire delle figure junior in grado di lavorare con la programmazione Cobol, quindi su mainframe con tecnologia di riferimento Cobol Cics, Db2. Cercare figure junior per una tecnologia così arcaica era una missione impossibile. Abbiamo quindi messo in campo la formazione, rivolgendoci a neo laureati ma anche ai diplomati. Per fare un esempio di percorso formativo dopo sei settimane di corso con dieci studenti in aula, sette di loro sono stati assunti in azienda e ad oggi, dopo due anni e mezzo, tutti lavorano ancora lì con piena soddisfazione sia del cliente sia degli ormai ex studenti.

Riuscite anche a pianificare dei corsi che in prospettiva potrebbero diventare interessanti per i vostri clienti?
Se andiamo in un’azienda che ci prospetta di fare un percorso formativo su temi emergenti, come per esempio il machine learning, anche se non ci garantisce l’inserimento immediato di una persona, ma ha un docente molto preparato, accogliamo la proposta perché siamo certi che per coloro che usciranno da quel programma formativo, ci saranno poi aziende interessate al loro profilo. Insomma, se siamo sicuri che una particolare tecnologia un domani farà  scintille siamo pronti a investire sui giovani.

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