Instagram il regno della visibilità, della self pubblicizzazione, la vetrina di chi investe sulla propria immagine, decide di adottare maggiori provvedimenti per tutti coloro che fanno di un prodotto e di uno scatto oggetto di sponsorizzazione.

Infatti, già qualche mese fa, Zuckerberg aveva permesso di adocchiare facilmente quali fossero i contenuti sponsorizzati rispetto a quelli pubblicati normalmente – sponsorizzati mediante una piccola somma di denaro a seconda del target che si vuol raggiungere – e ad aiutare questi “influencer” requisiti importanti che non tutti adottano o per scarsa conoscenza del mezzo o perché forti sostenitori del concetto dell’invisibilità di Banksy. Ebbene, un profilo pubblico di matrice aziendale, con professione in bella vista e contatto mail disponibile è quanto di più comune oggi si trova su questa piattaforma, nata per condividere momenti di vita e scivolato invece in altre variegate direzioni, tanto da essere paragonato a una nuova piattaforma alias Tv 3.0 che può fungere da trampolino di lancio per nuovi talenti (?).

Quali i provvedimenti adottati oggi? Ampliare i tool per i post a pagamento di diversi influencer, la distinzione sta nel tag, nella sigla “paid partnership with brand” quando si tratta di contenuti sponsorizzati. Inoltre tutti potranno utilizzare la possibilità di pubblicizzare i propri contenuti soprattutto coloro che hanno un alto livello di ingaggio e accesso ai dati del proprio profilo “insights”.

Un’estensione, quindi, delle norme di controllo del mezzo mediante un utilizzo corretto che finora non è stato portato avanti proprio da tutti, infatti il FTC ha dovuto mandare più di cento messaggi a personaggi pubblici, vip e influencer che non rispettavano le norme delle segnalazioni di contenuti pubblicitari e capire se avessero ottenuto forme di pagamento per pubblicizzare contenuti. In tal caso bisogna segnalarlo e non pubblicarlo come un post normale.

Insomma, Instagram cerca di puntare su sicurezza e controllo, regolarizzando quelle che ad oggi sono viste come professioni ma che qualche viso scettico ancora non riesce a inquadrare come tali.

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Classe 1994. Laureata con lode in Linguaggi dei Media, da sempre appassionata di giornalismo, decide di coltivare questo interesse allargando il proprio background con una specialistica in Politiche Europee ed Internazionali. Dopo svariati stage nel mondo dell’editoria, della comunicazione e delle istituzioni con entusiasmo abbraccia una nuova sfida che porta il nome dell’alta tecnologia.