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iPhone 6: accolto il ricorso contro il blocco delle vendite

Davide Micheli | 20 Giugno 2016

Apple iPhone Smartphone

Dopo la decisione dell’Ufficio brevetti di Pechino di bloccare le vendite dell’iPhone 6 in Cina, Apple ha fatto ricorso presso il tribunale per la proprietà  intellettuale di Pechino, ottenendo la sospensione del provvedimento di prima istanza.

La scorsa settimana, vi abbiamo parlato della decisione dell’Ufficio Brevetti di Pechino di bloccare le vendite dell’iPhone 6 a causa di una presunta violazione – da parte di Cupertino – di alcuni brevetti (sul design) della società  cinese produttrice dello smartphone Android 100C: ora, a distanza di un paio di giorni, il tribunale per la proprietà  intellettuale, sito nella stessa Capitale cinese, ha accolto il ricorso di Apple contro questa decisione.

Tramite questa decisione, quindi, il tribunale cinese ha permesso di rimettere in vendita gli smartphone prodotti dal colosso di Cupertino nel paese cinese che, lo ricordiamo, rappresenta ad oggi – per la società  guidata da Tim Cook – il secondo mercato al mondo per ordine di importanza in termini di vendite. Infatti, il paese asiatico si trova alle spalle soltanto degli Stati Uniti, risultando in questo senso un mercato chiave per Apple.

La decisione del mese di maggio dell’Ufficio Brevetti di Pechino aveva stabilito che tra iPhone 6 e 100C non ci fossero differenze sostanziali in termini di design, impedendo alla società  americana di continuare a vendere i suoi telefoni in Cina. Ora, anche se i tempi per l’esame di questo appello proposto da Cupertino potrebbero essere piuttosto lunghi, per il colosso statunitense è già  possibile tornare a vendere i suoi device nel paese asiatico.

Il tribunale per la proprietà  intellettuale, nel pronunciarsi favorevolmente sul ricorso di Apple – accordando peraltro l’effetto sospensivo al blocco delle vendite degli iPhone 6 – ha indicato che le motivazioni addotte dall’ufficio brevetti, in prima istanza, fossero quantomeno insufficienti: la società  di Tim Cook riuscirà  ad ottenere quindi una vittoria piena in appello?