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Bay Trail: il tablet secondo Intel

Redazione | 5 Maggio 2014

Tablet

La piattaforma Bay Trail, basata su rinnovati processori Atom a bassissimo consumo, è stata ufficializzata già  a settembre dello scorso […]

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La piattaforma Bay Trail, basata su rinnovati processori Atom a bassissimo consumo, è stata ufficializzata già  a settembre dello scorso anno, ma solo negli ultimi mesi i prodotti che la utilizzano sono arrivati in massa sul mercato. Il periodo natalizio ha visto solo due o tre tablet con la nuova architettura; a oggi invece i modelli sono più di una decina e sembrano essere stati superati i problemi di approvvigionamento che hanno afflitto le grosse catene (anche quelle online) a causa dell’elevata richiesta. È stato proprio grazie alla disponibilità  di Bay Trail che i produttori di tablet hanno potuto progettare modelli più economici, più leggeri e con prestazioni superiori rispetto alla precedente generazione Clover Trail.

 di Pasquale Bruno

ICON_EDICOLAIl sistema operativo può essere Android o Windows 8 ma il successo maggiore riguarda proprio quest’ultimo, che ha incontrato grande favore di pubblico e ha spinto il limitato Windows RT (la particolare versione di Windows per processori Arm, non compatibile con il software per x86) ,in una nicchia di mercato sempre più ristretta. Con Bay Trail Intel vuole proprio arginare lo strapotere dell’architettura Arm, alla base dei tablet con Android e degli iPad di Apple, e allo stesso tempo accelerare la diffusione di Windows 8 anche sui dispositivi più piccoli. Un tablet del genere oggi si può comprare con prezzi di poco inferiori ai 300 euro, vale a dire circa 100 euro in meno rispetto a un iPad mini.

Alla famiglia Bay Trail non appartengono solo processori Atom per tablet, ma anche per computer portatili (Bay Trail-M), per sistemi desktop (Bay Trail-D), per server e Nas (Avoton), per apparati di networking (Rangeley) e anche per soluzioni embedded destinate ad esempio alle auto (Bay Trail-I). Si tratta di veri e propri SoC (System on a Chip) che integrano al loro interno la Cpu, il controller per la memoria, la Gpu e i controller per le periferiche. Per quanto riguarda le soluzioni per tablet, denominate Bay Trail-T, al momento sono disponibili quattro processori della serie Atom Z3000, tutti di tipo quad core e con frequenze di clock a partire da 1,33 GHz.

I core sono basati sulla nuova architettura Silvermont con processo produttivo a 22 nanometri. Silvermont ha introdotto la novità  più grande dall’esordio di Atom nel 2008: utilizza infatti un design di tipo Out of Order, al contrario di quello In Order che ha caratterizzato tutti i processori Atom di precedente generazione e che deriva da quello utilizzato nei primi processori Pentium risalenti agli anni ’90 del secolo scorso.

Una Cpu con un design Out of Order è in grado di eseguire le istruzioni senza rispettare l’ordine con cui è stato scritto il codice, ma elaborando in parallelo quelle non legate da relazioni di dipendenza. In questo modo si possono elaborare più istruzioni per ogni ciclo di clock, riassemblando i risultati nell’ordine corretto solo in seguito. Si tratta di un enorme miglioramento per quanto riguarda la velocità ; lo svantaggio è che le Cpu sono molto più complesse, presentano un numero maggiore di transistor e consumi generalmente più elevati. In realtà  un processore Atom di ultima generazione destinato ai tablet ha un consumo di appena 2 watt; a tale proposito, Intel ha introdotto il termine Sdp (Scenario Design Power) in sostituzione del classico Tdp (Thermal Design Power) che meglio si adatta alle soluzioni a basso consumo in grado di variare di molto le loro necessità  elettriche. Un valore Sdp si riferisce a uno scenario in cui un processore è impegnato in task di elevata complessità  per un lungo periodo di tempo e ne indica il consumo tipico in watt.

Tra le altre novità  si segnala l’abbandono della tecnologia Hyper Threading, eliminata proprio per contenere la complessità  delle Cpu. Aggiunto invece il supporto alle istruzioni Sse 4.1 e 4.2 e Aes-Ni. La struttura modulare di Silvermont prevede che a ogni blocco Cpu, composto da due core, sia associata una cache L2 condivisa di massimo 1 Mbyte. Si possono avere così processori Atom da due a otto core, con questi ultimi pensati in particolare per i server.

Il controller a 64 bit per la memoria può essere di tipo dual channel con supporto LP-Ddr3 a 1.066 Mhz, oppure single channel con supporto a Ram Ddr3-L a 1.333 MHz, per una banda passante rispettivamente di 10,6 e 17,1 Gbyte/sec. (…)

Estratto dell’articolo pubblicato su PC Professionale numero 278