Il gioco del calcio ha origini molto antiche e da sempre unisce miliardi di persone fra passione, divertimento, agonismo e anche un pizzico di follia. Era il lontano 1863 quando alla Freemason’s Tavern di Great Queen Street a Londra, 11 club decisero di regolamentare quello che fino ad allora era un passatempo per la classe operaia britannica.
Da quel giorno lontano, moltissime cose sono cambiate, il gioco del calcio stesso è cambiato profondamente così come il modo che hanno gli appassionati di seguirlo. Negli anni infatti, grandi partite e grandi tornei hanno spinto sempre più persone a seguire direttamente la propria squadra del cuore fin dentro gli stadi, portando nelle casse dei club e delle associazioni sempre più soldi. Ed è più che normale che tutto questo avrebbe portato sempre più persone a voler “vivere il sogno”.
Il primo videogame sul calcio
Era logico quindi che l’industria dei videogiochi, già ai suoi albori, puntasse forte sul mondo del calcio e dello sport in generale, infatti, il primo videogioco mai creato, Pong (Atari, 1972) era un simulatore di Ping Pong. Non si dovette attendere molto per vedere il calcio riprodotto in forma digitale, fu la stessa Atari a portare la prima esperienza calcistica virtuale nelle sale giochi con Atari Soccer (Atari, 1979). Il gioco presentava una grafica in bianco e nero su uno schermo a orientamento orizzontale che permetteva di giocare insieme ad altri tre amici. Il cabinato infatti era di tipo a “Isola”, ovvero un tavolo con lo schermo centrale e i comandi sui lati. L’inquadratura prendeva una porzione molto ampia del campo che sfiorava le due lunette quando il gioco si svolgeva al centro oppure tutta la metà del campo quando l’azione si faceva concitata nell’aria di rigore. Nel campo virtuale erano presenti otto calciatori, rispettivamente un giocatore arretrato, due avanzati e il portiere.
Quando si giocava in quattro si potevano controllare insieme due giocatori alla volta, accerchiando il portatore di palla nella fase difensiva oppure posizionandosi in attesa di un perfetto passaggio del proprio amico in fase offensiva. Ma mancavano ancora molte accortezze affinché il gioco del calcio venisse riprodotto in maniera adeguata su una piattaforma virtuale, a partire dalla mancanza di ventidue giocatori in campo, e di situazioni sportive più che normali come le rimesse laterali o i calci di punizione. La strada però era quella giusta, il gioco funzionava e il pubblico si divertiva. La tecnologia videoludica era nel pieno della sua evoluzione, ogni anno le nuove uscite sembrano distanti anni luce dai videogiochi precedenti e anche il gioco del calcio ricreato virtualmente subiva evoluzioni degne di nota. Atari Soccer è stato il primo tentativo, ne seguiranno tanti altri, decisamente più “reali”.