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Sei ultranotebook Skylake sotto test

Pasquale Bruno | 8 Febbraio 2016

Cpu Notebook

Esaminiamo sei notebook convertibili e 2-in-1 con il processore Intel Core di sesta generazione. Hanno consumi ancora più ridotti e […]

Esaminiamo sei notebook convertibili e 2-in-1 con il processore Intel Core di sesta generazione. Hanno consumi ancora più ridotti e capacità  grafiche molto migliorate.

Skylake è il nome in codice della microarchitettura Intel Core di sesta generazione. Va a sostituire la precedente Broadwell e utilizza lo stesso processo produttivo a 14 nanometri. Con Skylake si entra in una fase “tock”, che secondo il processo evolutivo a due fasi “tick-tock” di Intel identifica un cambio architetturale a parità  di processo di fabbricazione. La prossima generazione dunque dovrebbe essere a 10 nm (fase “tick”), il condizionale è d’obbligo in quanto tale processo produttivo riserva ancora molte difficoltà .

Skylake prosegue sulla strada iniziata con Broadwell all’insegna della massima scalabilità . I processori annunciati riescono a coprire qualsiasi ambito di utilizzo, dal Pc desktop da gioco al tablet più sottile. L’architettura interna è stata profondamente ottimizzata in particolare a carico dei consumi elettrici, ma troviamo anche un certo guadagno di prestazioni lato Cpu e soprattutto lato Gpu. In particolare per quanto riguarda i processori mobile, l’aumento di velocità  con la grafica 3D è ben evidente.
Abbiamo già  presentato un’ampia e dettagliata analisi tecnica di Skylake. In questa rassegna ci concentreremo sui processori in versione mobile e in particolare su quelli basso consumo che equipaggiano notebook ultrasottili e convertibili.

Ricordiamo che la famiglia Skylake si articola su quattro serie. Skylake-S è la versione più potente, di tipo quad core e con Tdp (Thermal Design Power) compreso tra 35 e 91 watt. Sono gli unici a poter essere montati su zoccolo e nascono per le schede madri da Pc desktop.
Con la serie Skylake-H si entra nel mondo mobile: 2 o 4 core, package di tipo Bga (Ball Grid Array, da saldare direttamente sulle schede madri) e Tdp di 45 watt. Si usano per i notebook più potenti come le workstation portatili o quelli da gioco. La serie Skylake-U è la prima a basso consumo, esclusivamente dual core e con Tdp compreso tra 5 e 28 watt. Questi modelli equipaggiano notebook sottili, tablet, convertibili, nonché i sistemi All-in-one e i mini Pc.
Troviamo infine la serie Skylake-Y, con Tdp di appena 4,5 watt e package Bga di dimensioni ultraridotte (16 x 20 mm). Sono ideali per i tablet più piccoli e per i Pc stick. Quasi tutti i modelli mobile sono in configurazione Mcp (Multi Chip Package), già  introdotto con Haswell, che unisce il processore e il chipset in un singolo componente. Solo i modelli Skylake-H e -S hanno un chipset separato della serie 100.

Ultrabook skylake

Skylake in salsa mobile

Una novità  importante è la progressiva adozione delle memorie Ddr4. Si tratta di un passaggio morbido, poiché il supporto alle memorie Lp-Ddr3 e Ddr3-L a basso consumo non cessa affatto. I nuovi processori dunque supportano sia Ddr3 sia Ddr4, a discrezione del produttore della scheda madre, e per l’occasione è stato sviluppato un nuovo zoccolo per memorie chiamato UniDimm (di tipo Sodimm) in grado di supportare entrambi.
Altra novità  di rilievo è la tecnologia SpeedShift. Il controllo degli stati di funzionamento del processore è finora rimasto a carico del sistema operativo, che decide in autonomia il livello di attività  (con relativo consumo elettrico) e quando forzare uno stato di sleep nei momenti di inattività . Con SpeedShift la gestione dei P-State viene spostata a livello hardware: non è più il sistema operativo a controllare gli stati energetici, bensì il processore stesso. Per sfruttare tale tecnologia è necessario che il sistema operativo sia predisposto; al momento l’unico è Windows 10.

Dopo tanti anni, il regolatore di tensione Fivr (Fully Integrated Voltage Regulator) viene spostato al di fuori del package del processore. Il Fivr era stato oggetto di importanti ottimizzazioni nella precedente architettura Broadwell; ora viene eliminato del tutto allo scopo di abbassare i consumi elettrici complessivi del processore in sé.
Per quanto riguarda le tecnologie più recenti, Skylake vede l’introduzione del supporto a Thunderbolt tramite il controller aggiuntivo Alpine Point; arriva anche la ricarica wireless tramite la tecnologia Rezence, sviluppata dal consorzio A4WP di cui fa parte anche Intel. Tramite il principio della risonanza magnetica è possibile trasferire fino a 50 watt a una distanza massima di 5 centimetri.

La Gpu di nona generazione

La Gpu riprende il disegno a “slice” inaugurato con Haswell, ma con un importante aumento delle prestazioni. Alla base del sottosistema grafico vi è la Execution Unit (Eu), unità  computazionale dotata di sette pipeline di calcolo. Più Eu, tipicamente 8, vengono aggregate in moduli autonomi definiti sub-slice, ognuno dotato di dispatcher, sampler e relative cache, data port. Più sub-slice aggregate tra loro, tipicamente 3, formano una slice, che accede alla memoria Ram tramite una porzione di cache L3.
Una slice può rappresentare una Gpu finita, ma è ancora possibile unire due slice per raddoppiare sulla carta la potenza di calcolo.
I modelli principali di Gpu sono tre, denominate Gt2, Gt3 e Gt4, rispettivamente dotate di 24, 48 e 72 Eu (ovvero 1, 2 e 3 slice rispettivamente). Sui processori mobile a farla da padrone è la versione Gt2, implementata nelle Gpu con nome commerciale di Hd Graphics 520 e 530. Sui processori top di gamma c’è la Gt3 (Iris Graphics 540 e 550) che in più offre il supporto alla memoria eDram da 128 Mbyte. Se l’aumento di velocità  lato Cpu è valutabile intorno a uno stentato 5% rispetto a Broadwell, ben diverso è il discorso per quanto riguarda il sottosistema grafico, grazie alle varie ottimizzazioni interne. Inoltre è stata spostata in hardware la decodifica dei flussi video Hvec e H.265. Il supporto alle librerie viene esteso a DirectX 12, OpenGL 4.4 e OpenCL 2.0.

I nuovi convertibili

Con la disponibilità  di Skylake sono arrivati sugli scaffali nuovi modelli di convertibili che offrono maggiori prestazioni, consumi inferiori (e un’autonomia delle batterie più lunga), produzione di calore più contenuta che permette di ridurre lo spessore dei telai. Nei primi benchmark abbiamo notato un evidente aumento di prestazioni a carico della grafica 3D, con valori superiori anche del 25% in alcuni test. Ciò senza impatto sulla durata delle batterie, che in media si attesta sulle otto ore per la categoria.
Pasquale Bruno

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IN PROVA SEI ULTRANOTEBOOK SKYLAKE

➜ Introduzione: il processore Skylake per sistemi mobili

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Noctua

CPU

Noctua, arriva il dissipatore “fanless” da 1,5kg

Alfonso Maruccia | 23 Dicembre 2020

Cpu Dissipatori Noctua

La specialista di dissipatori Noctua è pronta ad avviare la produzione di massa di una nuova unità senza ventola. Il design “fanless” comporta un aumento significativo nel peso del dispositivo.

Noctua, azienda austriaca specializzata in dissipatori per CPU desktop, sarebbe pronta a portare sul mercato il suo primo prodotto basato su un design “fanless”. La nuova unità di raffreddamento fa a meno delle ventole di ordinanza ma richiede un’attenta gestione del peso da parte di utenti finali e appassionati builder di PC custom.

Un prototipo del primo dissipatore fanless di Noctua era stato inizialmente mostrato in occasione del Computex 2019, dove era riuscito a tenere a bada le temperature estreme di una CPU Core i9-9900K anche in un’ambiente affollato (e accaldato) come la fiera informatica di Taipei.

Noctua, dissipatore fanless

Il prototipo del Computex includeva 12 alette di alluminio da 1,5 mm, sei heatpipe di rame e una piastra di collegamento al processore (heatsink) sempre di rame. Il dissipatore usa un design asimmetrico per una migliore gestione delle schede PCIe, ed è pienamente compatibile con l’installazione dei moduli RAM su piattaforme LGA115x (Intel) e AM4 (AMD).

Stando alle ultime indiscrezioni pubblicate online, dopo oltre un anno di attesa il dissipatore fanless di Noctua è oramai quasi pronto al debutto con l’avvio della produzione di massa. Il design finale è del tutto simile a quello del prototipo mostrato a Taipei, il periodo di commercializzazione previsto è il prossimo mese di febbraio.

L’adozione di un design fanless permette al dissipatore Noctua di ridurre al minimo le parti in movimento e quindi di migliorare la silenziosità di funzionamento. Ma con i suoi 1,5 kg di peso, il nuovo cooler è destinato a imporre uno stress non indifferente alla motherboard su cui verrà fissato. Il peso extra-large è in effetti una caratteristica comune (e piuttosto comprensibile) per i pochi dissipatori fanless fin qui arrivati sul mercato.

CPU Intel

CPU

Rocket Lake-S, primi benchmark per le future CPU di Intel

Alfonso Maruccia | 16 Dicembre 2020

AMD Cpu Intel Zen

Arrivano nuove indiscrezioni sulle performance di Rocket Lake-S, CPU Intel Core di undicesima generazione in arrivo nel 2021. AMD e Ryzen (non) possono dormire sonni tranquilli.

Come già confermato da Intel, le CPU Rocket Lake-S debutteranno il prossimo anno prendendo il posto di Comet Lake-S come piattaforma desktop x86 ad alte prestazioni. Il canto del cigno del nodo produttivo a 14nm userà lo stesso socket di Comet Lake-S (LGA-1200) ma includerà diverse architetturali, e stando a Intel sarà anche molto più performante.

In attesa del debutto ufficiale sul mercato, le prossime CPU di Chipzilla sono già in circolazione sotto forma di esemplari ingegneristici e relativi leak tramite i benchmark online. Nuove indiscrezioni in tal senso sono di recente emerse in merito ai modelli Core i5-11400 e Core i9-11900K, con novità decisamente interessanti su entrambe i fronti.

La CPU Core i5-11400 ha fatto la propria comparsa nel database di SiSoftware SANDARA, con un clock di base da 2,60GHz, Turbo da 4,4GHz, 6 core fisici e 12 thread logici. In confronto alla CPU Core i5-10400 (Comet Lake-S) oggi in commercio, il modello di undicesima generazione presenta una frequenza base inferiore di 300MHz e una Turbo maggiorata di 100MHz.

Le prestazioni della versione preliminare di Core i5-11400 non sono particolarmente interessanti, mentre lo stesso non si può dire per l’ultimo leak sul Core i9-11900K. Quello che dovrebbe essere il processore di punta della linea Rocket Lake-S è comparso nel database dei benchmark di Ashes of the Singularity, gioco ben noto per lo stress che impone alle CPU oltre che alle GPU discrete.

Usando il preset “Crazy” con risoluzione 1080p e una GPU GeForce RTX 2080 Ti, la CPU Core i9-11900K raggiunge i 63 fps contro i 57 fps di Ryzen 9 5950X. Rocket Lake-S sarebbe dunque più veloce di almeno il 10% rispetto a Ryzen 5000/Zen 3, suggerisce il leak, una presunta conferma della bontà della futura offerta di Intel e dell’incremento di prestazioni in ambito IPC promesso dalla corporation.

Intel Tiger Lake

CPU

Overclock, il Celeron D 347 sfonda (di nuovo) la barriera degli 8 Gigahertz

Alfonso Maruccia | 14 Dicembre 2020

Cpu Intel Overclock

Lo storico processore Celeron D 347 viene ancora una volta spinto oltre ogni limite con un record di overclock a una frequenza di oltre 8 GHz. Ennesima testimonianza delle qualità ingegneristiche della Intel del recente passato.

La CPU Intel Celeron D 347 è in circolazione da oltre 15 anni, e gli overclocker continuano a sfruttarla per raggiungere frequenze di funzionamento assolutamente fuori scala. Niente CPU multicore o ad alte prestazioni, in questo caso, ma solo la potenza bruta di un’architettura che dimostra ancora una volta la facilità di adattamento agli esperimenti folli dell’overclock made-in-China.

Il nuovo record è stato infatti raggiunto dall’utente cinese ivanqu0208, con una frequenza di funzionamento di 8,36GHz contro i 3,06GHz di base. Intel CPU Celeron D 347 è una CPU a singolo core e set di istruzioni a 64-bit, realizzata con un processo produttivo a 65nm (nel 2006) e dotata di un TDP di 86W.

Intel Celeron D 347 overclock

Oltre a una CPU Celeron D 347, l’overclocker cinese ha usato una motherboard Asus P5E64 WS Professional, uno stick da 2GB di memoria DDR3 e l’immancabile kit di raffreddamento ad azoto liquido per mantenere stabile il funzionamento del processore durante l’esperimento. Il sistema operativo? Consono all’epoca: Windows XP.

I processori Celeron rappresentano la tradizionale offerta di Intel per i sistemi economici a basse prestazioni, una tendenza che vale ancora oggi ed è destinata a valere anche in futuro. Il Celeron D 347, in particolare, ha sempre dimostrato di reggere molto bene l’overclock: il record in tal senso è ancora una volta di un utente cinese, che nel 2013 ha spinto la sua CPU economica fino a 8.516MHz.

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