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Hitman in bundle con i prodotti Amd

Michele Braga | 16 Febbraio 2016

AMD annuncia un’iniziativa dedicata agli appassionati della saga di Hitman: fino al 30 aprile tutti coloro che acquisteranno una scheda grafica Amd […]

AMD annuncia un’iniziativa dedicata agli appassionati della saga di Hitman: fino al 30 aprile tutti coloro che acquisteranno una scheda grafica Amd Radeon R9 390 e Amd Radeon R9 390X o un processore Amd FX a 6 o 8 core presso uno dei rivenditori selezionati, riceveranno una copia gratuita del nuovo capitolo del famoso franchise. Il titolo, una delle più recenti aggiunte al programma AMD Gaming Evolved, presenterà  inoltre ottimizzazioni pensate per ottenere migliori effetti e performance per chi gioca su Pc. Quanti decideranno di usufruire di questa promozione, avranno anche accesso alla BETA di Hitman, dal 19 al 22 febbraio.

Il bundle con il nuovo capitolo di Hitman sarà  disponibile fino al 30 aprile o fino a esaurimento scorte. I codici potranno essere riscattati fino al 30 giugno 2016. Per maggiori informazioni sul bundle e sui partner aderenti, è possibile visitare la pagina dedicata all’iniziativa.

Netflix introduce Serie A e sport in diretta? Risponde il CEO

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Netflix introduce Serie A e sport in diretta? Risponde il CEO

Andrea Sanna | 7 Dicembre 2022

netflix

È emersa una curiosa indiscrezione che riguarda l’introduzione su Netflix di Serie A e sport in diretta. Il CEO risponde e svela come stanno le cose

Su Netflix sport e Serie A in diretta?

Netflix nel suo catalogo contiene una varietà di prodotti dai più disparati. Ma se dovesse arrivare anche lo sport e la Serie A, potrebbe esserci la vera svolta per la piattaforma?

Da diverso tempo ormai si parla della possibilità di acquisire alcuni contenuti sportivi dal vivo da parte di Netflix. Anche di recente è balzato questo rumor sui vari giornali, ma a oggi non c’è nulla di confermato. Si è ipotizzato, tra l’altro, che la piattaforma potesse addirittura trasmettere in diretta la Serie A, ma è arrivata una precisazione da parte della stessa società.

Il co-CEO e chief content officer di Netflix Ted Sarandos ha parlato con gli investitori e messo a tacere le varie indiscrezioni emerse. Ora come ora, stando alle parole riportate su AdAge non ci sarebbe nulla di vero. Ma leggiamo le seguenti dichiarazioni: I modelli economici che sono costruiti attorno agli sport in diretta si basano sul mercato della televisione a pagamento, che è diversa dallo streaming, ha subito precisato il co-CEO.

Ted Sarandos di Netflix ha fatto sapere ancora che non sono di certo contro lo sport, bensì a favore del profitti. In questo preciso momento poi, dopo i vari studi effettuati dalla piattaforma, “non hanno evidenziato un percorso di profitto con la trasmissione degli sport in diretta”. Tutto è legato però anche ai vari costi (elevati) per poterne guadagnare i diritti televisivi.

Netflix quindi sta virando su contenuti totalmente differenti. Da serie TV, a film e documentari. Tra essi, però, non sembra rientrare la Serie A o lo sport trasmesso live. Vedremo se in futuro Netflix deciderà di seguire le orme di Amazon Prime Video che ha acquisito i diritti e manda in onda, tra le tante cose, la Champions League in diretta. Ci sarà la svolta anche per la società fondata da Reed Hastings e Marc Randolph?

mr beast primo youtuber miliardario

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MrBeast diventerà il primo YouTuber miliardario?

Martina Pedretti | 7 Dicembre 2022

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Perché sembra che MrBeast diventerà il primo YouTuber miliardario? Vendendo una quota della sua azienda potrebbe presto esserlo

Perché si dice che MrBeast diventerà il primo YouTuber miliardario

Chi bazzica YouTube sicuramente conoscerà lo YouTuber MrBeast, che sembra essere destinato a diventare il primo creator miliardario della piattaforma.

Jimmy Donaldson, di 24 anni dal viso dolce, è un vero e proprio intrattenitore, con i suoi video dove mostra sfide incredibili. MrBeast realizza dei veri e propri mondi per i suoi iscritti, che possono partecipare a giochi mozzafiato e vincere ingenti somme di denaro.

La sua popolarità ha iniziato a salire vertiginosamente quando ha deciso di ricreare nella vita reale degli Squid Game, ispirandosi alla serie Netflix.

Di recente ha fatto un video per promuovere Feastables, il marchio di barrette che ha lanciato lo scorso inverno. Ha invitato dieci fan che hanno trovato “biglietti d’oro” nelle sue MrBeast Bar in un magazzino nella Carolina del Nord. Lì hanno trovato una finta fabbrica di cioccolato con enormi orsetti gommosi appesi ai rami degli alberi in una foresta di lecca-lecca e, proprio come nel film, un vero fiume di cioccolato. In una stanza rivestita di marshmallow rimbalzanti, i concorrenti dovevano stare in piedi su mentine rotanti. Il vincitore si è portato a casa 500.000 dollari, una nuova auto e un piccolo pezzo di fama.

I suoi video sono divertenti, adatti a tutte le età e raggiungono centinaia di milioni di visualizzazioni. MrBeast ha guadagnato 54 milioni di dollari l’anno scorso, inclusi 32 milioni dagli annunci sui suoi oltre dodici canali e 9 dai contenuti sponsorizzati. Ha oltre 110 milioni di iscritti, e il quinto più grande canale YouTube al mondo. Inoltre possiede una catena di fast food chiamata MrBeast Burger, e la sua Feastables.

I suoi guadagni, già i più alti di qualsiasi creatore di social media, sono destinati a raddoppiare nel 2022 fino a 110 milioni. Neanche lontanamente vicina al miliardo. E allora perché si ipotizza che diventerà il primo YouTuber miliardario?

Donaldson è l’unico proprietario del suo studio ma sta cercando di vendere una piccola quota. Il solo 10% potrebbe arrivare a costare 150 milioni dollari. Un accordo così ricco valuterebbe lo studio a 1,5 miliardi, rendendo Donaldson il primo YouTuber miliardario al mondo, dato che la sua quota del 90% varrebbe 1,4 miliardi.

I video di MrBeast con montepremi costosi, isole, jet privati e auto di lusso non gli permettono di avere grossi margini di guadagno. Per questo sta pensando di spingersi oltre.

Al momento Forbes stima che MrBeast valga già circa 500 milioni di dollari. Il suo prossimo passo è quindi quello di trovare degli investitori che possano acquistare una parte della sua azienda e scommettere sui suoi contenuti.

Tiktok, richiesta la rimozione su Apple e Google negli USA

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Richiesta la rimozione di TikTok su Apple e Google negli USA

Andrea Sanna | 6 Dicembre 2022

TikTok

Negli USA arriva l’ennesima richiesta per la rimozione di TikTok su Apple e Google. Ecco cosa sta succedendo

La richiesta di rimozione di TikTok

Dopo Donald Trump, ora anche Brendan Carr sostiene che la rimozione di TikTok su Apple e Google sia necessaria negli USA. Il repubblicano e commissario FCC è tornato a dire la sua sul famoso social network. L’idea è quella di convincere il Dipartimento di Giustizia a bloccare l’operato esercitato da ByteDance su tutto il territorio.

Per fare in modo che TikTok sparisca dagli USA definitivamente ha deciso di coinvolgere di nuovo le due aziende, colpevoli a detta di Carr di sostenere troppo la piattaforma cinese: Il loro potere di “guardiani” della sicurezza dovrebbe essere inserito in qualsiasi indagine antitrust sull’operato degli app store”, sostiene come riportato HDBlog.

Stando a quanto sostiene Brendan Carr fino a quando Apple Store e Play Store mantengono vivo l’interesse per TikTok non fanno che creare un danno ai consumatori, poiché metterebbero a rischio la loro privacy. Ciò che intimorisce, infatti, è che ByteDance possa condividere le informazioni sensibili degli utenti americani con il Governo della Cina.

Al momento tutte le richieste sono state scartate. Per tale ragione si è cambiata la strategia, con la richiesta di rimozione di TikTok dai negozi virtuali per questioni antitrust. Più che sul social, però, la lamentela arriva direttamente ai vari Apple e Google. Questi secondo Barr non garantirebbero un livello di sicurezza elevato per gli utenti.

Sempre a proposito di TikTok, Brendan Carr ha aggiunto dell’altro. Le sue parole: «Apple e Google non stanno esercitando il loro ferreo controllo sulle app a scopo altruistico o a favore della concorrenza che propongono come loro difesa contro le esistenti rivendicazioni antitrust o sulla concorrenza. Invece, la loro condotta dimostra che quelle motivazioni sono meramente pretestuose».

Cosa succederà adesso? TikTok sparirà davvero negli USA? Non ci resta che attendere per capire quale sarà la decisione definitiva. Seguiteci per altre news!

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