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5G: ecco l’attenuatore di potenza della Fondazione Bruno Kessler

Il mondo delle telecomunicazioni continua ad evolvere a ritmi sostenuti e, ormai, si parla sempre più spesso dell’arrivo della tecnologia 5G, la quale porterà  con sé prestazioni ancor più elevate, rispetto a quanto abbiamo a disposizione col 4G odierno.

Tanta potenza, però, necessita anche di una gestione accurata: ecco perché alla Fondazione Bruno Kessler di Trento è stato realizzato un attenuatore ad hoc, un componente – contraddistinto da dimensioni compatte, alcuni millimetri quadrati – che permette di ridurre l’intensità  dei segnali di radiofrequenza, funzionando all’opposto di quanto faccia un amplificatore.

Il nuovo attenuatore per il 5G troverà  sicuramente applicazione all’interno degli smartphone e dei tablet di nuova generazione, come del resto, in tutti quei device in cui sia necessario attenuare l’ampiezza del segnale ricevuto, limitando eventuali danni che una potenza troppo elevata potrebbe arrecare ai sistemi elettronici che si preoccupano della ricezione e trasmissione.

Dopo il suo sviluppo presso la Fondazione Kessler, l’attenuatore è stato testato in Germania presso il Fraunhofer Izm di Berlino, i cui risultati sono poi stati pubblicati sulla rivista di settore IEEE Electron Device Letters.

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