Adobe sposa il cloud e abbandona la Creative Suite

Schermata 2013-05-07 a 12.07.02Durante la Adobe Max, la Creativity Conference in corso a Los Angeles, Adobe ha annunciato importanti cambiamenti che vanno nella direzione di un ampliamento dell’Adobe Creative Cloud, la piattaforma cloud che diventa ora il principale punto di riferimento per tutti gli utilizzatori del software Adobe. È stata annunciata la possibilità  di salvare, sincronizzare e condividere i file Creative a partire da Creative Cloud, su tutti i dispositivi su OS X, Windows, iOS e Android e inoltre è stata integrata nella piattaforma Creative Cloud la community Behance che conta 1,4 milioni di creativi iscritti nel mondo.

Adobe ha poi presentato anche nuovi strumenti di publishing integrati in Creative Cloud, che semplificano notevolmente le fasi di pubblicazione dei contenuti nei siti, nelle app mobili e nei tablet e infine ha deciso di dismettere, Fireworks, il tool per la grafica web.

Ma il cambiamento che avrà  più impatto sugli utenti riguarda la famosa Creative Suite, (conosciuta agli addetti ai lavori con la sigla CS) che d’ora in poi si chiamerà  Creative Cloud (CC) proprio per indicare la piena integrazione nel cloud e che non sarà  più aggiornata oltre la versione 6, quella attualmente disponibile per l’acquisto. Adobe ha rilasciato i nuovi aggiornamenti fisici di tutte le principali app per desktop: InDesign CC, Illustrator CC, Dreamweaver CC, Premiere Pro CC, After Effects CC, MuseCC, mentre per Photoshop, di cui è appena stata rilasciata la nuova versione Adobe Photoshop CC, gli aggiornamenti saranno d’ora in poi disponibili solo nel Creative Cloud.

A giugno tutti questi aggiornamenti annunciati diventeranno effettivi, ma chi vuole può già  iscriversi a Creative Cloud: l’abbonamento costa 49,99 dollari al mese per un anno e per chi è già  utente CS3-CS5 è previsto lo sconto per il primo anno a 29,99 al mese, lo stesso prezzo si applica a studenti e insegnanti, mentre chi è interessato ad avere una sola applicazione paga 19,99 dollari al mese.

Da qui a giugno su Creative Cloud saranno rilasciati oltre 30 strumenti e servizi web per la creazione di contenuti grafici professionali da distribuire poi sulle varie piattaforme: web, app mobili, video e fotografia.

«Abbiamo pensato a lungo prima di deciderci a questa transizione», ha detto un portavoce diAdobe, «con la consapevolezza che forse non tutti gli utenti la apprezzeranno», ma la strategia cloud ha convinto Adobe per due ragioni: gli abbonamenti annuali rappresentano una fonte di guadagno certa e aiutano a combattere la pirateria software. E infine tutta l’industria software sta andando in questa direzione e la scelta di Microsoft ha fatto strada.

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