Aggiornare il firmware della stampante. Sì o no?

Aggiornare il firmware della stampante. Sì o no?

Le stampanti nuove hanno di solito già attivato l’aggiornamento automatico del firmware. Ma lasciare questo automatismo non sempre è la migliore strategia, soprattutto se si usano consumabili compatibili e rigenerati.

Una stampante è sempre accompagnata da una sezione software che è divisa in due parti: il driver con la relativa interfaccia utente e il firmware. Il driver va installato nel computer e si occupa della formattazione del documento (un testo, un’immagine) in modo che sia perfettamente gestibile dalla stampante. Il firmware risiede nella memoria della stampante stessa e controlla in maniera completa tutte le funzioni dell’apparecchio, come la stampa vera e propria, la pulizia delle parti meccaniche convolte nel processo di stampa, il controllo dei livelli degli inchiostri o dei toner. Mentre è l’utente che deve installare il driver nel computer, il firmware è caricato nella stampante direttamente dal costruttore, in modo che il dispositivo sia pronto per funzionare appena tirato fuori dall’imballaggio, una volta caricato con gli inchiostri e la carta.

È normale che un software – di qualsiasi tipo sia – venga aggiornato nel tempo, per correggere eventuali malfunzionamenti ed errori di codice già noti (sono i casi più frequenti), per introdurre nuove funzionalità, per migliorare le prestazioni dell’apparecchio. Se l’aggiornamento del driver e della relativa interfaccia è normalmente a carico dell’utente, di solito l’upgrade del firmware è di default totalmente automatico. In pratica, se la stampante è collegata via Wi-Fi o via cavo a una rete o anche semplicemente a un computer con accesso a Internet, ogni volta che un aggiornamento del firmware viene rilasciato dal produttore, questo viene subito installato senza richiedere conferma all’utente. Ma è davvero necessario lasciare sempre attivo questo automatismo?

Aggiornamento automatico del firmware: pro e contro

L’aggiornamento automatico del firmware è comodo perché l’utente non deve fare nulla, inoltre l’upgrade può aumentare la sicurezza della stampante e chiudere eventuali porte di accesso a hacker malintenzionati (la sicurezza è fondamentale per le unità aziendali). Ma lasciare attivo l’automatismo comporta anche alcuni svantaggi. Innanzitutto durante l’upgrade la stampante è impegnata per tutta la durata del processo e quindi non accetta nuove stampe fino a quando l’aggiornamento non è terminato, costringendo l’utente ad attese più o meno lunghe. Inoltre non è affatto detto che l’upgrade sia indispensabile: se il dispositivo funziona correttamente è probabile che continuerà così anche senza l’aggiornamento.

Inoltre, in caso di utilizzo di consumabili compatibili la stampante potrebbe non accettare più queste cartucce dopo l’upgrade, rendendo obbligatorio il ricorso a consumabili originali. Quest’ultimo punto è sicuramente il più critico. È già successo in passato, infatti, che un produttore di stampanti abbia usato l’upgrade del firmware per impedire l’uso di consumabili compatibili e forzare gli utenti a impiegare quelli originali. Non sono pochi i casi di blocco dei consumabili compatibili a seguito di un aggiornamento del firmware. Per esempio HP è ricorsa a questo stratagemma per le sue stampanti inkjet, mentre Samsung, Lexmark e Brother lo hanno usato per le loro macchine laser. Da notare che è già successo, in particolare con le getto di inchiostro HP, che anche le cartucce originali più datate venissero rifiutate dalle stampanti aggiornate.

La soluzione migliore e più prudente è quella di aggiornare il firmware solo manualmente.
La soluzione migliore e più prudente è quella di aggiornare il firmware solo manualmente.

Consumabili compatibili e rigenerati non più utilizzabili?

In pratica, in questi casi l’aggiornamento obbliga l’impiego di una nuova generazione di chip integrati nelle cartucce e nei toner, bloccando di fatto l’uso di consumabili rigenerati e compatibili che sono stati realizzati tramite la ricarica e il riciclo delle cartucce e dei toner delle generazioni precedenti. Se l’upgrade è già stato eseguito, quindi, non ci sono alternative: bisogna utilizzare i prodotti originali.

Nella maggior parte dei casi, però, il blocco è solo temporaneo. Non appena i prodotti rigenerati di nuova generazione arrivano sul mercato, infatti, si può tornare a usare i materiali compatibili. In situazioni di questo tipo la cosa migliore da fare è rivolgersi al proprio negoziante che potrà dare indicazioni utili sull’esistenza di consumabili idonei e aggiornati. Il negozio online Cartucce.it offre tutta l’assistenza e i prodotti necessari per poter tornare a stampare nel minor tempo possibile. Cartucce.it dispone infatti di sezioni dedicate ai toner e alle cartucce inkjet originali e compatibili. In questo periodo è attiva su Cartucce.it una speciale promozione: per gli ordini superiori ai 35 euro (Iva esclusa), sarà data in omaggio una chiavetta Usb da 16 GB di Tribe, caratterizzata dalla scocca morbida che riproduce personaggi del mondo dei fumetti (come i supereroi dell’universo Marvel). 

In generale, è meglio non solo che l’utente possa decidere quando eseguire l’aggiornamento, così da scegliere un momento in cui la stampante non è in uso, ma soprattutto possa stabilire in anticipo se l’upgrade comporterà conseguenze negative o meno. Il sistema migliore per capire se effettivamente conviene aggiornare il firmware è navigare in Internet alla ricerca di utenti che hanno già fatto il passaggio e leggere i loro commenti. Spesso sono anche disponibili articoli e recensioni al riguardo. La soluzione migliore e più prudente è quindi impostare, di solito tramite l’interfaccia del driver, l’aggiornamento solo manuale del firmware, così da essere liberi di scegliere di volta in volta.

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