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Alienware 13: un notebook compatto per giocare

Redazione | 20 Febbraio 2016

Cpu Notebook

Fino a qualche anno fa i notebook dedicati al gioco erano considerati una piccola eccezione nel panorama ludico informatico. Coniugare […]

Fino a qualche anno fa i notebook dedicati al gioco erano considerati una piccola eccezione nel panorama ludico informatico. Coniugare la potenza elaborativa necessaria per poter godere di una buona qualità  grafica con un peso e delle dimensioni ragionevoli non è mai stato semplice, tanto da dare vita negli anni a prodotti che erano sì dedicati ai videogiocatori, ma erano pesanti, ingombranti e del tutto inadatti al concetto stesso di portabilità .

Alienware, marchio storico nel settore (di proprietà  Dell), ha portato avanti la propria politica andando incontro anche ai giocatori che sono interessati ad avere un sistema davvero portatile pur senza rinunciare alle prestazioni tipiche di un notebook da gioco, cercando di coniugare al meglio tutte le caratteristiche positive dei due settori. I nuovi modelli Alienware sono disponibili nei formati da 13, 15 e 17 pollici, tutti equipaggiati con i nuovi processori Intel Skylake e schede Nvidia della serie 900. In particolare abbiamo analizzato il modello più piccolo, che accosta al formato da 13 pollici (quello preferito per il lavoro in mobilità , capace di garantire ingombri e pesi ridotti) proprietà  elaborative e grafiche davvero notevoli. Innanzitutto un grande lavoro è stato fatto a livello progettuale; gli ingegneri hanno infatti utilizzato in maniera molto creativa lo spazio interno, sfruttando materiali pregiati e componenti ad hoc per realizzare un sistema compatto ma in grado di contenere elementi hardware di grande potenza.

Esteticamente il notebook si presenta in maniera accattivante, con un design caratteristico che ne esalta la vocazione gaming. Sul coperchio, oltre al classico alieno simbolo dell’azienda, delle nervature si illuminano di blu quando acceso e richiamano il profilo a freccia del frontale. Frontale che non include nessuna porta di espansione, tutte collocate sui due lati e sul retro. A destra trova posto un Rj-45 per la connessione di rete Gigabit, una Usb 3.0 e una più avanzata Usb 3.1 Type C. Sul lato opposto ci sono invece il connettore di alimentazione, un’ulteriore Usb 3.0 e i jack per cuffia e microfono.

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Nella parte posteriore invece troviamo la sezione video, caratterizzata da un’uscita Hdmi e da un connettore proprietario che rivela la prima caratteristica chiave della linea Alienware: la possibilità  di utilizzare un acceleratore grafico esterno. Per potenziare ulteriormente il sistema quando utilizzato a casa, l’azienda mette a disposizione un accessorio molto interessante, composto da un case esterno collegato al notebook tramite cavo proprietario e che funge come una sorta di docking station potenziata. Oltre a offrire 4 porte Usb 3.0 aggiuntive è possibile inserire all’interno una scheda grafica ad alta potenza, anche di tipo dual slot e a lunghezza piena (a partire da Nvidia serie 600 e Amd serie 5000 e successive).

Il notebook Alienware è caratterizzato da diverse feritoie per il ricircolo dell’aria, presenti sia nella parte inferiore sia sui due lati e sul retro. L’intero sistema di raffreddamento utilizza in maniera estensiva delle heatpipe in rame che coprono i due principali chip interni e contribuiscono a diffondere uniformemente il calore prima di rimuoverlo. La soluzione è efficace, anche durante un uso piuttosto intensivo il sistema non ha raggiunto temperature elevate o fastidiose, anche se poggiato sulle ginocchia. Sotto la scocca troviamo le ultime tecnologie disponibili in ogni comparto: il processore è disponibile in due versioni, entrambe di tipo dual core e basate su Skylake. La prima è il modello Core i5-6200U, versione da 2,3 GHz (2,8 GHz Turbo), mentre il top di gamma è un Core i7-6500U da 2,5 GHz (3,1 GHz Turbo). Entrambi hanno una Gpu integrata di ottimo livello, la HD Graphics 520, che gestisce il sistema quando non sono necessarie le elevate prestazioni grafiche.

Alienware 13 prestazioniLa memoria di sistema varia in base al modello, da 8 a 16 Gbyte di Ddr3-L dual channel, mentre il comparto di storage è affidato a soluzioni meccaniche ibride da 500 Gbyte oppure a Ssd di tipo Pci Express da 256 o 512 Gbyte (Samsung PM951, quanto di meglio disponibile sul mercato). Lato grafico, tralasciando la possibilità  dell’ acceleratore esterno opzionale, tutti i sistemi sono dotati della valida Nvidia GeForce GTX 960M, una soluzione con 960 Cuda core a 914 MHz, coadiuvata da 2 Gbyte di memoria Gddr5 a 5 GHz. La scheda pilota uno schermo da 13 pollici Ips disponibile sia nella risoluzione base di 1.366 x 768 sia nella più evoluta Full Hd 1.920 x 1.080 pixel. L’audio è gestito da una scheda Creative Sound Blaster XFi3 ed è, anche utilizzando gli speaker integrati, di buon livello. La batteria, da 52,8 watt-ora, offre una discreta autonomia operativa senza l’utilizzo della sezione grafica, garantendo un uso in mobilità  piuttosto buono. Se la costruzione e i materiali delll’Alienware rappresentano uno dei grandi punti di forza del prodotto non possiamo purtroppo però dire lo stesso della tastiera e del trackpad. Se quest’ultimo è mediamente preciso, anche se presenta la mancanza di tasti fisici separati, è la tastiera a rappresentare una delle limitazioni peggiori. Di tipo tradizionale (non a isola) presenta tasti grandi ed equiparabili a una tastiera normale, ma caratterizzati da una corsa breve e poco reattiva e da una preoccupante tendenza a flettersi nella parte centrale. Su un notebook dedicato ai videogiocatori l’effetto è anche più intenso.

Nelle nostre prove abbiamo utilizzato il modello di punta da 1.699 euro, che si caratterizza per il processore più potente, 16 Gbyte di memoria e Ssd Pci Express da 512 Gbyte, con Windows 10 Home aggiornato all’ultima versione. I test di sistema hanno evidenziato le ottime prestazioni ottenibili in ogni ambito, sia dal punto di vista della produttività  personale sia da quello videoludico. In particolare i nostri benchmark sintetici mostrano una spiccata propensione per la multimedialità  e per il calcolo, con i risultati ottenibili dal processore Skylake di ottimo livello complessivo. In ambito grafico la scheda GTX 960M garantisce prestazioni sufficienti utilizzando lo schermo integrato, e con la maggior parte dei giochi 3D.

Utilizzando i titoli più esigenti o schermi esterni con risoluzioni maggiori, diventano evidenti i limiti del prodotto, che però può contare su una tecnologia degna di nota come l’acceleratore esterno. Un’ultima nota importante è rappresentata dai prezzi. Variano da 1.249 a 1.699 euro, con valutazioni differenti a seconda del modello. Se quello di ingresso risulta fin troppo costoso per quanto offre, gli altri hanno un rapporto migliore, soprattutto in vista dell’hardware utilizzato.
Davide Piumetti
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Caratteristiche tecniche
Processore: Intel Core i7 6500U dual core 2,5 GHz • Memoria installata / massima (Gbyte): 16 / 16 • Disco fisso / capacità  (Gbyte): Ssd Samsung SM951/ 512 • Chip grafico: Nvidia GTX 960M • Chip di rete: Killer e2400 Gigabit Ethernet + Wi-Fi Killer 1535 • Display (pollici / tecnologia / risoluzione): 13 / Ips / 1.920 x 1.080 • Webcam: 2 Mpixel frontale • Porte: 2 x Usb 3.0, Usb Type C, Rj-45, Hdmi, Gpu esterna, jack cuffia e microfono. • Batteria (tecnologia / capacità ): Ioni di litio / 52,8 Wh • Dimensioni (L x A x P, cm): 32,8 x 2,8 x 23,5 • Peso (kg): 2,05 • Sistema operativo: Windows 10 Home (64 bit) • Garanzia: 2 anni
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Alienware 13

Da euro 1.249 Iva inclusa

PRO
Prestazioni
Materiali e costruzione
Peso contenuto

CONTRO
Prezzo
Tastiera migliorabile

Produttore: Alienware, www.alienware.it

Noctua

CPU

Noctua, arriva il dissipatore “fanless” da 1,5kg

Alfonso Maruccia | 23 Dicembre 2020

Cpu Dissipatori Noctua

La specialista di dissipatori Noctua è pronta ad avviare la produzione di massa di una nuova unità senza ventola. Il design “fanless” comporta un aumento significativo nel peso del dispositivo.

Noctua, azienda austriaca specializzata in dissipatori per CPU desktop, sarebbe pronta a portare sul mercato il suo primo prodotto basato su un design “fanless”. La nuova unità di raffreddamento fa a meno delle ventole di ordinanza ma richiede un’attenta gestione del peso da parte di utenti finali e appassionati builder di PC custom.

Un prototipo del primo dissipatore fanless di Noctua era stato inizialmente mostrato in occasione del Computex 2019, dove era riuscito a tenere a bada le temperature estreme di una CPU Core i9-9900K anche in un’ambiente affollato (e accaldato) come la fiera informatica di Taipei.

Noctua, dissipatore fanless

Il prototipo del Computex includeva 12 alette di alluminio da 1,5 mm, sei heatpipe di rame e una piastra di collegamento al processore (heatsink) sempre di rame. Il dissipatore usa un design asimmetrico per una migliore gestione delle schede PCIe, ed è pienamente compatibile con l’installazione dei moduli RAM su piattaforme LGA115x (Intel) e AM4 (AMD).

Stando alle ultime indiscrezioni pubblicate online, dopo oltre un anno di attesa il dissipatore fanless di Noctua è oramai quasi pronto al debutto con l’avvio della produzione di massa. Il design finale è del tutto simile a quello del prototipo mostrato a Taipei, il periodo di commercializzazione previsto è il prossimo mese di febbraio.

L’adozione di un design fanless permette al dissipatore Noctua di ridurre al minimo le parti in movimento e quindi di migliorare la silenziosità di funzionamento. Ma con i suoi 1,5 kg di peso, il nuovo cooler è destinato a imporre uno stress non indifferente alla motherboard su cui verrà fissato. Il peso extra-large è in effetti una caratteristica comune (e piuttosto comprensibile) per i pochi dissipatori fanless fin qui arrivati sul mercato.

CPU Intel

CPU

Rocket Lake-S, primi benchmark per le future CPU di Intel

Alfonso Maruccia | 16 Dicembre 2020

AMD Cpu Intel Zen

Arrivano nuove indiscrezioni sulle performance di Rocket Lake-S, CPU Intel Core di undicesima generazione in arrivo nel 2021. AMD e Ryzen (non) possono dormire sonni tranquilli.

Come già confermato da Intel, le CPU Rocket Lake-S debutteranno il prossimo anno prendendo il posto di Comet Lake-S come piattaforma desktop x86 ad alte prestazioni. Il canto del cigno del nodo produttivo a 14nm userà lo stesso socket di Comet Lake-S (LGA-1200) ma includerà diverse architetturali, e stando a Intel sarà anche molto più performante.

In attesa del debutto ufficiale sul mercato, le prossime CPU di Chipzilla sono già in circolazione sotto forma di esemplari ingegneristici e relativi leak tramite i benchmark online. Nuove indiscrezioni in tal senso sono di recente emerse in merito ai modelli Core i5-11400 e Core i9-11900K, con novità decisamente interessanti su entrambe i fronti.

La CPU Core i5-11400 ha fatto la propria comparsa nel database di SiSoftware SANDARA, con un clock di base da 2,60GHz, Turbo da 4,4GHz, 6 core fisici e 12 thread logici. In confronto alla CPU Core i5-10400 (Comet Lake-S) oggi in commercio, il modello di undicesima generazione presenta una frequenza base inferiore di 300MHz e una Turbo maggiorata di 100MHz.

Le prestazioni della versione preliminare di Core i5-11400 non sono particolarmente interessanti, mentre lo stesso non si può dire per l’ultimo leak sul Core i9-11900K. Quello che dovrebbe essere il processore di punta della linea Rocket Lake-S è comparso nel database dei benchmark di Ashes of the Singularity, gioco ben noto per lo stress che impone alle CPU oltre che alle GPU discrete.

Usando il preset “Crazy” con risoluzione 1080p e una GPU GeForce RTX 2080 Ti, la CPU Core i9-11900K raggiunge i 63 fps contro i 57 fps di Ryzen 9 5950X. Rocket Lake-S sarebbe dunque più veloce di almeno il 10% rispetto a Ryzen 5000/Zen 3, suggerisce il leak, una presunta conferma della bontà della futura offerta di Intel e dell’incremento di prestazioni in ambito IPC promesso dalla corporation.

Intel Tiger Lake

CPU

Overclock, il Celeron D 347 sfonda (di nuovo) la barriera degli 8 Gigahertz

Alfonso Maruccia | 14 Dicembre 2020

Cpu Intel Overclock

Lo storico processore Celeron D 347 viene ancora una volta spinto oltre ogni limite con un record di overclock a una frequenza di oltre 8 GHz. Ennesima testimonianza delle qualità ingegneristiche della Intel del recente passato.

La CPU Intel Celeron D 347 è in circolazione da oltre 15 anni, e gli overclocker continuano a sfruttarla per raggiungere frequenze di funzionamento assolutamente fuori scala. Niente CPU multicore o ad alte prestazioni, in questo caso, ma solo la potenza bruta di un’architettura che dimostra ancora una volta la facilità di adattamento agli esperimenti folli dell’overclock made-in-China.

Il nuovo record è stato infatti raggiunto dall’utente cinese ivanqu0208, con una frequenza di funzionamento di 8,36GHz contro i 3,06GHz di base. Intel CPU Celeron D 347 è una CPU a singolo core e set di istruzioni a 64-bit, realizzata con un processo produttivo a 65nm (nel 2006) e dotata di un TDP di 86W.

Intel Celeron D 347 overclock

Oltre a una CPU Celeron D 347, l’overclocker cinese ha usato una motherboard Asus P5E64 WS Professional, uno stick da 2GB di memoria DDR3 e l’immancabile kit di raffreddamento ad azoto liquido per mantenere stabile il funzionamento del processore durante l’esperimento. Il sistema operativo? Consono all’epoca: Windows XP.

I processori Celeron rappresentano la tradizionale offerta di Intel per i sistemi economici a basse prestazioni, una tendenza che vale ancora oggi ed è destinata a valere anche in futuro. Il Celeron D 347, in particolare, ha sempre dimostrato di reggere molto bene l’overclock: il record in tal senso è ancora una volta di un utente cinese, che nel 2013 ha spinto la sua CPU economica fino a 8.516MHz.

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