Anche Python nel paniere Sun

Sun Microsystems continua con le assunzioni eccellenti nel campo del software open source.
L’azienda americana, che ha cambiato il suo codice in borsa da SUNW a JAVA, aveva iniziato a settembre 2006 mettendo in squadra i due creatori di JRuby.


Ruby e JRuby adesso hanno un supporto eccellente nella JVM e nei tool di sviluppo come NetBeans a cui lavorano sviluppatori Sun.
Ai primi di marzo di quest’anno, si è ripetuta la storia con l’assunzione di Ted Leung e Frank Wierzbicki, due personaggi di punta nella creazione di Jython, un interprete Python ospitato sulla Jvm, la macchina virtuale Java.
Ci sono diverse conclusioni che si possono trarre.
La più ovvia è che la JVM è sempre più un ambiente operativo di uso generale, distinto dal linguaggio Java. Il marketing californiano lo ha sempre sostenuto, ma prima che alla corona si aggiungesse una stella primaria come Ruby si trattava più di un desiderio che di un’affermazione.
Un’altra conclusione importante è che la piattaforma Java può ospitare una varietà  di applicazioni, non solamente i mostri sacri a base di Enterprise Java Beans, che fanno tremare le vene e i polsi ai team di svilupppo, ma anche applicazioni più leggere e con cicli di scrittura e test assai più veloci come Ruby On Rails e, prevedibilmente, Django, grazie a Jython.
Come Microsoft ha mostrato con .net, avere tanti linguaggi è una bella cosa, ma avere una libreria ricca di funzioni e poterla usare in tutti i linguaggi è ancora meglio.

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